19 Febbraio 2026
19 Febbraio 2026

Salernitana: panchina in bilico, l’Arechi crocevia del destino di Raffaele

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Salernitana: panchina in bilico, l’Arechi crocevia del destino di Raffaele

La panchina della Salernitana è ancora al centro di un acceso dibattito, con la posizione del tecnico Giuseppe Raffaele che si fa sempre più precaria. La sfida interna contro il Monopoli si preannuncia decisiva per il suo futuro, mentre il patron Iervolino ha assunto il controllo totale delle decisioni, non senza tensioni con il direttore sportivo Faggiano, già al lavoro sotto traccia per individuare un possibile successore.

Salernitana: panchina in bilico, l’arechi crocevia del destino

Il frastuono attorno alla panchina della Salernitana non accenna a placarsi, gettando un’ombra di incertezza sul prosieguo della stagione granata. Il tecnico Giuseppe Raffaele, chiamato a guidare la squadra in un campionato difficile, si trova ora sull’orlo di un precipizio. La gara di domenica all’Arechi contro il Monopoli non sarà una semplice partita, ma un vero e proprio spartiacque per il suo destino. L’atmosfera che si respira nella città di Salerno, da sempre visceralmente legata ai colori granata, è di crescente attesa e preoccupazione. I tifosi, desiderosi di riscatto e stanchi delle continue altalene di risultati, guardano a questo appuntamento casalingo come a un’occasione per invertire la rotta, ma anche come a un potenziale epilogo per l’attuale guida tecnica.

L’intervento di iervolino: un patron che “decido io”

La situazione si è fatta particolarmente tesa dopo la recente, deludente, sfida con la Cavese, quando l’esonero di Raffaele sembrava ormai una conclusione inevitabile. È stato in quel frangente che il patron Danilo Iervolino è intervenuto con decisione, assumendo personalmente le redini della situazione. La sua affermazione “Decido io” non è solo una frase, ma una chiara dichiarazione d’intenti che sottolinea la volontà della proprietà di esercitare un controllo totale sulle scelte strategiche del club, soprattutto quelle relative alla panchina. Iervolino ha scelto di concedere una nuova, forse ultima, chance a Raffaele e al direttore sportivo Faggiano, pur lavorando già a un “piano B” per non farsi trovare impreparato. Questa mossa, se da un lato evidenzia la sua leadership, dall’altro mette in luce una gestione che va oltre le gerarchie tradizionali, influenzando direttamente le dinamiche tecniche.

Faggiano e la direzione tecnica: un bivio delicato

Non è solo la panchina di Raffaele a vacillare. Anche la posizione del direttore sportivo Faggiano è sotto forte esame. Il diesse si trova in una condizione ben precisa: l’eventuale sostituto di Raffaele sarà una scelta esclusiva della proprietà, superando di fatto le sue indicazioni o preferenze. Questa decisione mina il suo ruolo e la sua autonomia decisionale, ponendolo in una condizione di subalternità rispetto alle volontà del patron. La fiducia nel suo operato, già messa alla prova dai risultati altalenanti della squadra, è ora ulteriormente compromessa da questa ingerenza diretta sulla scelta più importante per il futuro tecnico. Per Faggiano, il destino della Salernitana si intreccia inevitabilmente con il suo, in un momento cruciale per la ridefinizione delle responsabilità all’interno della società.

I “piani b”: chi per la successione granata?

Dietro le quinte, la dirigenza granata sta già vagliando i profili di potenziali successori, un segnale inequivocabile della precarietà di Raffaele. Il “piano B” include due nomi principali:

  • Guglielmo Stendardo: È il profilo che ha circolato con maggiore insistenza negli ambienti granata. Ex difensore di Serie A con trascorsi in Juventus e Atalanta, Stendardo era già stato allertato in occasioni precedenti, sia dopo il pari con il Giugliano che a seguito della sconfitta di Cerignola. La sua disponibilità è totale, nonostante non vanti esperienza come allenatore tra i professionisti. La sua candidatura, tuttavia, ha incontrato una decisa opposizione da parte del diesse Faggiano, generando una palese frizione interna tra proprietà e direzione sportiva.
  • Fabio Caserta: Rappresenta l’alternativa con un bagaglio più specifico per la categoria. Caserta è un volto noto nel calcio campano, avendo già conquistato la Serie C con la Juve Stabia e dimostrato di saper gestire le pressioni di piazze calde come quelle del sud Italia. Attualmente è in cerca di riscatto dopo l’esperienza a Bari, conclusasi con l’esonero, e potrebbe offrire l’esperienza e la conoscenza del contesto necessarie per tentare di risollevare le sorti della Salernitana.

La posta in gioco per la Salernitana è altissima, e la partita di domenica non solo decreterà il futuro di Raffaele, ma potrebbe anche riscrivere le gerarchie e la struttura dirigenziale del club, con ripercussioni significative sull’intero ambiente granata.

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