20 Gennaio 2026

Salerno, dimissioni Napoli e polemiche su De Luca prossimo sindaco: il dossier arriva in Parlamento

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Salerno, dimissioni Napoli e polemiche su De Luca prossimo sindaco: il dossier arriva in Parlamento

La Regione Campania si avvia alla seconda seduta del consiglio regionale, in calendario per domani, senza un accordo sulle commissioni consiliari. L’assenza dell’intesa impedisce l’avvio della commissione Bilancio e costringe l’ente a proseguire in esercizio provvisorio, con evidenti limiti sull’attività amministrativa. Un’impasse che si intreccia con il nodo politico di Salerno, dove tengono banco le dimissioni del sindaco e le ipotesi sul futuro della guida della città.

Al centro del dibattito resta la scelta di Enzo Napoli di lasciare Palazzo di Città e la possibile candidatura di Vincenzo De Luca a sindaco. Una vicenda che sta alimentando tensioni nel centrosinistra, mentre il centrodestra passa all’attacco con iniziative parlamentari e istituzionali.

Nel Partito democratico il pressing su Napoli è ormai esplicito. Nel corso di una riunione con il segretario regionale Piero De Luca, è arrivato l’appello pubblico dell’europarlamentare Sandro Ruotolo: «Ci ripensi e porti a termine il suo mandato». Un invito che si aggiunge alle sollecitazioni provenienti anche dalla segreteria nazionale. Napoli, tuttavia, sembrerebbe orientato a confermare l’addio. Ruotolo ha parlato di «aria di nuovo feudalesimo», rilanciando la richiesta, condivisa dal Movimento 5 Stelle, di un confronto programmatico aperto, con il coinvolgimento della società civile, per individuare il candidato del centrosinistra. «Un consiglio a De Luca – ha aggiunto –: faccia un passo indietro e favorisca la crescita di nuove classi dirigenti».

Sul fronte opposto, il centrodestra ha intensificato le iniziative. Il senatore leghista Gianluca Cantalamessa ha presentato nei giorni scorsi un’interrogazione parlamentare. A seguire, la deputata di Fratelli d’Italia Imma Vietri ha chiamato in causa il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, chiedendo di valutare un’iniziativa ispettiva per verificare eventuali condizionamenti esterni. Per Forza Italia è intervenuto Pino Bicchielli con un’ulteriore interrogazione, mentre il consigliere regionale Roberto Celano si è rivolto al prefetto per accertare possibili interferenze politiche e valutare eventuali profili di illecito amministrativo o penale. L’iniziativa ha incassato il sostegno del presidente dei senatori azzurri Maurizio Gasparri, che ha accusato: «A Salerno si continua a trattare le istituzioni come un fatto privato, piegandole a convenienze politiche».

Intanto, a ventiquattro ore dalla seduta del consiglio regionale in cui Roberto Fico presenterà la Giunta e si aprirà il dibattito sulle linee programmatiche, la maggioranza non ha ancora sciolto il nodo delle commissioni. La bozza di ripartizione prevede tre presidenze al Pd, due al Movimento 5 Stelle e una ciascuna per A testa alta, Casa riformista e Avanti Psi. Resterebbero esclusi Fico presidente, Noi di Centro di Clemente Mastella e l’alleanza Verdi Sinistra, alla quale potrebbe andare il ruolo di questore, attualmente ricoperto dal pentastellato Raffaele Aveta. Uno schema che non soddisfa i gruppi rimasti fuori.

Le tensioni sono emerse anche nella Giunta per il regolamento, dove l’esponente di Sinistra italiana Rosario Andreozzi ha sollevato dubbi sulla costituzione di quattro gruppi consiliari. Il regolamento prevede almeno cinque consiglieri o, in alternativa, una rappresentanza parlamentare o europea. A garantire le formazioni sono intervenuti quattro eurodeputati: Ruotolo per Avanti Psi, Lello Topo per A testa alta, Danilo Della Valle per Fico presidente e Francesco Torselli per Cirielli presidente. Una procedura già adottata in passato, che sarà comunque oggetto di istruttoria tecnica.

Il tempo stringe e la possibilità di arrivare in aula con le commissioni già operative appare sempre più remota. L’obiettivo, nelle ultime ore, resta almeno quello di definire un’intesa politica, rinviando a dopo la soluzione formale dello stallo.

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