16 Gennaio 2026

Salerno, finti crediti d’imposta: sequestro da 14 milioni di euro ad impresa trasporti

| di
Salerno, finti crediti d’imposta: sequestro da 14 milioni di euro ad impresa trasporti

Sequestro preventivo da oltre 14 milioni di euro a carico di una società salernitana attiva nel trasporto merci su strada, accusata di aver utilizzato crediti d’imposta edilizi inesistenti per compensare le imposte dovute negli anni 2022 e 2023. Il provvedimento è stato eseguito dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, su decreto del gip emesso su richiesta della Procura.

Il sequestro riguarda somme di denaro, crediti presenti nel cassetto fiscale e beni equivalenti fino all’importo di 14.168.471,21 euro, valore ritenuto corrispondente ai crediti fittizi utilizzati in compensazione.

Le indagini

L’inchiesta nasce da una verifica fiscale condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, che ha portato a ipotizzare il reato di indebita compensazione di debiti tributari. Secondo gli investigatori, l’azienda avrebbe acquistato, a partire da dicembre 2022 e per tutto il 2023 e 2024, crediti derivanti da bonus edilizi in seconda cessione da circa 90 soggetti.

I crediti sarebbero stati comprati a un prezzo pari a circa il 60% del valore nominale, generando proventi milionari poi utilizzati per compensare le imposte dovute all’Erario.

Le anomalie sui soggetti cedenti

Dagli accertamenti sarebbero emerse numerose criticità sui cedenti dei crediti: società di recente costituzione, evasori totali, prive di dichiarazioni dei redditi e con assetti societari minimi incompatibili con le opere edilizie dichiarate. In alcuni casi gli amministratori non avrebbero avuto alcuna competenza nel settore, mentre la documentazione tecnica e contabile sarebbe risultata insufficiente o artefatta, con asseverazioni di congruità identiche per importi e contenuti tra aziende diverse.

Vantaggio illecito e responsabilità

La compensazione dei crediti inesistenti avrebbe consentito alla società un vantaggio finanziario a danno dello Stato, evitando il pagamento delle imposte e alterando il risultato d’esercizio. Le ipotesi di responsabilità coinvolgono il legale rappresentante, un amministratore di fatto, il responsabile amministrativo e due consulenti che avrebbero preso parte alle operazioni di compravendita dei crediti.

Consigliati per te

©Riproduzione riservata