27 Febbraio 2026
27 Febbraio 2026

Sapri, l’onda della polemica: mareggiate, danni e il futuro incerto del lungomare

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Sapri, l’onda della polemica: mareggiate, danni e il futuro incerto del lungomare

Le recenti e violente mareggiate hanno riacceso un acceso dibattito a Sapri, portando alla ribalta le presunte criticità degli interventi di difesa costiera realizzati sul lungomare. Con la spiaggia notevolmente ridotta e il transito sulla SS18 compromesso, il consigliere Nicodemo Giudice del gruppo SiamoSapri solleva forti dubbi sull’efficacia e la trasparenza dei lavori, chiedendo risposte concrete per la salvaguardia del prezioso litorale cilentano.

Sapri, perla del Golfo di Policastro, si trova ancora una volta a fare i conti con la forza inarrestabile del mare. Le recenti mareggiate, che hanno flagellato gran parte del sud Italia, hanno lasciato un segno profondo sul lungomare cittadino, ma soprattutto hanno riacceso un focoso dibattito politico e cittadino sull’efficacia e la validità dei recenti interventi di difesa costiera. È il consigliere comunale Nicodemo Giudice, capogruppo di SiamoSapri, a puntare i riflettori sulle presunte ‘falle’ strutturali e sulle conseguenze tangibili di opere che, a suo dire, avrebbero dovuto proteggere il litorale, ma che oggi mostrano il fianco alla critica.

Sapri: uno scenario di erosione e allarme

Il paesaggio costiero saprese, custode di un inestimabile valore naturalistico e fulcro dell’attrattiva turistica locale, si presenta oggi alterato. Le mareggiate hanno asportato ingenti quantità di sabbia e detriti, quantificabili in diversi centimetri di spessore, che si sono riversati non solo sul Lungomare, ma anche sulla strategica SS18. Una condizione che impone un’azione immediata da parte dell’Amministrazione comunale, non solo per il ripristino della spiaggia – risorsa vitale per l’economia balneare – ma anche per garantire la piena sicurezza e fruibilità della rete stradale, cruciale per i collegamenti del Cilento.

Le perplessità della minoranza: ‘la spiaggia non c’è più’

Giudice e il suo gruppo, SiamoSapri, non hanno mai celato il proprio scetticismo riguardo all’intero progetto di difesa costiera, fin dalle sue prime fasi. “Siamo stati sempre scettici sull’iniziativa che non doveva impattare sull’ambiente ma lo ha fatto comunque perché oggi la spiaggia non c’è più. Bisogna ricrearla,” ha dichiarato il consigliere ai microfoni di InfoCilento, evidenziando una palese discordanza tra gli obiettivi dichiarati – minimizzare l’impatto ambientale – e la realtà dei fatti. La drastica riduzione del litorale sabbioso non è solo un danno paesaggistico, ma anche un colpo all’identità balneare di Sapri.

Anche i ‘pennelli’ o barriere, strutture edificate con lo scopo specifico di mitigare l’erosione e proteggere il delicato ecosistema sabbioso, sembrano non aver risposto alle aspettative. “Oggi i dati ci dicono che la spiaggia non c’è più,” ha ribadito Giudice, sottolineando come queste opere non abbiano fornito la protezione sperata contro la forza del mare. La loro presunta inefficacia solleva interrogativi cruciali sulla correttezza della progettazione, sull’adeguatezza delle soluzioni tecniche adottate e sulla qualità dell’esecuzione degli interventi complessivi di difesa costiera, interpellando l’intera gestione del progetto.

L’appello alla trasparenza: costi e modifiche sotto la lente

La minoranza consiliare di SiamoSapri ha mantenuto, nel tempo, una vigilanza costante sul tema, reiterando richieste di chiarimenti e accesso alla documentazione. “Abbiamo chiesto di fornirci tutta la documentazione sui lavori, come sono stati eseguiti, come è stato modificato il progetto e quali sono i costi, non solo quelli preventivati ma anche quanto realmente speso,” ha precisato Giudice. Questa pressante richiesta di trasparenza mira a dissipare ogni ombra su un progetto di vitale importanza, analizzando ogni dettaglio: dalle eventuali modifiche in corso d’opera ai costi effettivi, confrontandoli con le stime iniziali. L’obiettivo ultimo è individuare le responsabilità e garantire la tutela non solo del patrimonio ambientale e turistico di Sapri, ma anche l’uso oculato delle risorse pubbliche. Il dibattito continua, con la comunità saprese in attesa di soluzioni concrete ed efficaci per un futuro sostenibile del proprio litorale.

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