La Corte di Cassazione ha rigettato il primo ricorso presentato dai legali di Franco Alfieri confermando così gli arresti domiciliari per l’ex sindaco di Capaccio Paestum, misura che lo accompagna dal 3 ottobre 2024. Gli avvocati Agostino De Caro e Domenicantonio D’Alessandro avevano impugnato la decisione del Tribunale del Riesame di ‘confermare’ i domiciliari, contestando sia la sussistenza delle esigenze cautelari sia la qualificazione del reato di scambio elettorale politico-mafioso. La difesa aveva chiesto, in subordine, anche una derubricazione dell’accusa, ma senza successo.
Secondo quanto emerge dalla decisione della Suprema Corte, in attesa delle motivazioni, i giudici ritengono che “fu scambio elettorale politico-mafioso” l’accordo tra Alfieri e Roberto Squecco. L’intesa avrebbe previsto la candidatura alle Amministrative 2019 dell’allora moglie di Squecco, Stefania Nobili, in cambio della promessa di non procedere all’abbattimento del lido Kennedy, stabilimento balneare di proprietà della famiglia.
Resta invece ancora da definire il secondo ricorso, quello presentato nel merito dagli avvocati di Alfieri, alla luce della cristallizzazione di uno scenario politico-amministrativo radicalmente mutato.
La discussione di entrambi i ricorsi è avvenuta il 27 novembre scorso a Roma, davanti a due sezioni diverse della Cassazione.




