19 Febbraio 2026
19 Febbraio 2026

Schlein a Napoli tra referendum e il nodo del campo largo

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Schlein a Napoli tra referendum e il nodo del campo largo

La città di Napoli ha ospitato la convention del Partito Democratico, intitolata “L’Italia che coltiva i saperi”, un evento di due giorni focalizzato su ascolto e dibattito. L’incontro, tenutosi presso il complesso museale di Santa Chiara, ha visto la partecipazione della segretaria Elly Schlein e di numerose figure politiche, e ha messo in luce sia temi nazionali, come il referendum sulla giustizia, sia dinamiche regionali, inclusa la complessa questione del “campo largo”. All’ingresso del museo, la presenza di volantini per il No al referendum del 22 e 23 marzo ha evidenziato l’imminenza e la rilevanza della consultazione.

Il dibattito sul referendum giustizia

Il referendum sulla riforma della giustizia ha dominato gran parte delle discussioni. Roberto Fico, presidente della Regione Campania, ha chiaramente espresso la posizione del Movimento 5 Stelle a favore del No. Fico ha inoltre difeso le recenti dichiarazioni del procuratore Nicola Gratteri, che aveva collegato il voto per il Sì a “indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere”, parole che Gratteri stesso aveva poi precisato essere state estrapolate “in malafede” da un contesto più ampio. Secondo Fico, Gratteri è stato vittima di una grande strumentalizzazione per aver espresso liberamente le sue idee. A Benevento, anche l’ex guardasigilli Clemente Mastella ha lanciato un appello per il No, suggerendo al Pd e al centrosinistra di ispirarsi alla “complessità culturale” della Democrazia Cristiana, capace di imporre la disciplina di partito di fronte a direttrici politiche nazionali. Schlein ha anch’essa ribadito l’invito a votare No, sottolineando che il principio della separazione dei poteri è “incastonato nella Costituzione” e che il partito non desidera una magistratura controllata dal governo.

Dinamiche interne e il “campo largo”

La questione del “campo largo” e le sue applicazioni locali, in particolare il caso Salerno, sono state al centro dell’attenzione. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha illustrato il successo dell’alleanza a livello comunale e regionale come un “buon viatico per il futuro nazionale”. Manfredi ha chiarito che l’obiettivo per il 2027 è costruire una proposta politica unitaria per il Paese, sottolineando la necessità di “generosità da parte di tutti” per garantire la più ampia presenza possibile del campo largo nelle prossime competizioni amministrative. Elly Schlein, interrogata sul caso Salerno, ha abilmente sviato la domanda, dichiarando che la questione è gestita dal “partito regionale” e ribadendo l’importanza del rapporto con gli alleati. Sul palco, il segretario regionale del Pd, Piero De Luca, ha evitato riferimenti espliciti alle vicende salernitane, pur affermando che “l’alternativa al governo di destra parte da Napoli”. L’eurodeputato Sandro Ruotolo ha espresso una critica più diretta, sostenendo che “sta nascendo il nuovo Pd che chiude con i Masaniello e con la cultura del signorotto”, un riferimento alle figure di potere locali.

Incontri e conclusioni

Durante la sua permanenza a Napoli, Elly Schlein, accompagnata dal deputato Marco Sarracino, ha incontrato gli operai della Transnova di Pomigliano, recentemente colpiti da licenziamenti, promettendo loro il proprio supporto e una possibile futura presenza davanti ai cancelli della fabbrica. L’evento si è concluso con l’intervento dello scrittore Maurizio de Giovanni, il quale ha sollevato l’interrogativo se “tutte le minoranze che abbiamo sentito in questi giorni formano una maggioranza”, suggerendo la possibilità di creare un’alternativa proprio lì e in quel momento. Il discorso finale di Schlein ha ripreso temi come la “questione meridionale”, la fuga dei giovani talenti e l’importanza di esperienze sociali come la libreria Annalisa Durante di Forcella, concludendo con un fermo appello per la difesa della Costituzione e l’invito al voto referendario.

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