Negli ultimi due anni, la giustizia italiana ha emesso una serie di decisioni che vanno ben oltre i semplici verdetti di causa: alcune sentenze hanno segnato svolte normative e catalizzato dibattiti sociali, toccando diritti civili, diritti umani, procedure penali e principi costituzionali fondamentali.
Riconoscimento delle famiglie arcobaleno: piena legittimazione per i figli delle coppie omogenitoriali
Nel maggio 2025, la Corte Costituzionale italiana ha stabilito che è incostituzionale negare il riconoscimento automatico della seconda madre nei casi di coppie femminili che hanno avuto figli tramite procreazione medicalmente assistita all’estero. Secondo la Corte, negare questo diritto viola i principi di uguaglianza, identità personale e tutela del minore previsti dalla Costituzione italiana.
Cosa cambia:
- Le famiglie omogenitoriali ottengono una maggiore sicurezza giuridica sin dalla nascita dei figli.
- Le difficoltà burocratiche e i casi di discriminazione nei registri di stato civile diminuiscono.
- I figli di coppie omosessuali avranno piena identità legale senza l’obbligo di un’adozione posteriore.
2. Collegamento tra danni climatici e diritti umani: i tribunali civili ora ne possono discutere
Nel luglio 2025, le Sezioni Unite civili della Suprema Corte di Cassazione hanno assunto una posizione storica, affermando che i tribunali civili italiani sono competenti per esaminare cause civili contro grandi aziende riguardo ai danni climatici, considerando le violazioni dei diritti fondamentali come il diritto alla salute e alla vita.
Questa decisione è stata confermata in un caso che coinvolge l’azienda energetica ENI e porta il tema del cambiamento climatico dentro le aule giudiziarie italiane come questione giustiziabile e non più “solo politica”.
Cosa cambia:
- I cittadini e le associazioni possono chiedere risarcimenti o misure correttive alle imprese per danni ambientali.
- Si apre una nuova frontiera del diritto civile in Italia, con possibile effetto a catena in tutta Europa.
- Le decisioni dei tribunali possono influenzare le politiche aziendali e pubbliche in tema di ambiente.
3. Cassazione e diritto alla compensazione nei casi “Diciotti”
Nel marzo 2025, le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione hanno stabilito che alcuni migranti salvati in mare e trattenuti sulla nave “Diciotti” nel 2018 hanno diritto a risarcimento per la detenzione illegittima, perché violato il diritto alla libertà personale.
Cosa cambia:
- I cittadini stranieri possono ottenere compensazioni economiche per violazioni dei diritti umani subite in contesti di controllo migratorio.
- La decisione rafforza il principio secondo cui lo Stato non è esente da responsabilità anche quando agisce in nome dell’ordine pubblico.
4. Prescrizione dei reati: una sentenza delle Sezioni Unite che semplifica l’applicazione delle leggi nel tempo
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza n. 20989/2025) hanno chiarito come debbano applicarsi le norme sulla prescrizione e la loro interazione con leggi successive, affermando che la disciplina della prescrizione si applica ai reati commessi entro certi periodi stabiliti dalla legge Orlando.
Cosa cambia:
- Maggiore certezza nel calcolo dei termini di prescrizione.
- Riduzione delle incertezze interpretative nei processi penal i.
5. Cittadinanza italiana: limiti generazionali sotto esame costituzionale
Nel luglio 2025, la Corte Costituzionale italiana ha esaminato diverse questioni sollevate dai tribunali sulla legittimità di limiti alla cittadinanza “jure sanguinis” (per discendenza), senza imporre limiti generazionali fissi.
Questo tema si intreccia con il dibattito su legge 74/2025 che ha introdotto requisiti più severi. Diverse corti italiane (Milano, Roma, Bologna, Firenze) avevano sollevato questioni di legittimità costituzionale per valutare la compatibilità di queste norme con i principi costituzionali.
Cosa cambia:
- Stabilisce il principio che l’accesso alla cittadinanza deve rispettare equità e ragionevolezza.
- Le modifiche legislative future dovranno prevedere criteri non discriminatori e proporzionati.
6. Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: condanne su indagini insufficienti e violazioni di diritti umani
Nel 2025, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha condannato l’Italia in diverse cause, incluso il caso Laterza e D’Errico c. Italia, relativo a indagini inefficaci su morti sul lavoro dovute a esposizione a sostanze tossiche e violazioni del diritto alla vita e alla salute.
Cosa cambia:
- L’Italia deve adeguare le sue procedure investigative e risarcire le vittime o i loro familiari.
- Cresce la pressione per migliorare sicurezza sul lavoro e responsabilità istituzionale.
Perché queste sentenze contano davvero
Le decisioni delle Corti italiane e delle Corti internazionali tra il 2024 e il 2025 non sono mere questioni tecniche da uffici giudiziari: toccano diritti fondamentali quali identità familiare, protezione ambientale, libertà personale, diritti umani e cittadinanza. In alcuni casi, costringono lo Stato a rispondere civilmente a eventi del passato o aprono nuovi spazi di tutela per i cittadini.



