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“Patrimoni storici del Cilento”: musica da camera in un cd

di Maria Mazzeo

‘Patrimoni storici del Cilento’ si intitola così l’album musicale che questa sera, 27 settembre, alle 20, celebrerà l’organo antico datato 1733 della chiesa di Sant’Eustachio di Gioi.

Il maestro messicano Victor Urban eseguirà per il pubblico brani di: Ustariz, Galuppi, Cabanilles, Daquin, Pestalozzo, Valente, Bernal, Nardetti e Davide da Bergamo. L’iniziativa è inserita nella più ampia rassegna ‘Cilento in musica’ che prevede concerti itineranti di musica da camera su tutto il territorio.

L’organo di Gioi è un prezioso capolavoro costruito da Zaccaria Pinto nel 1733 presso la sua bottega di organaro, dove appresero i rudimenti dell’arte i suoi nipoti Francesco e Silverio Carelli. "L’antico strumento – spiega Raffaele Bertolini direttore artistico della rassegna musicale ‘Cilento in musica’ – è collocato, in cassa lignea ricca di dorature e intagli, su apposita cantoria ad andamento curvilineo, ornata di 24 formelle dipinte, di autore sconosciuto, ma certamente della Scuola napoletana del Settecento, di cui esiste anche un affresco sulla parete nord della chiesa, a firma di E. Anselmus Palmieri, datato 1723".

A seguito dei danni causati dal terremoto del 1980, la chiesa è stata restaurata e restituita al suo splendore con l’intervento del provveditorato ai Lavori Pubblici e con il contributo di tutta la comunità gioiese: "Anche l’organo, che già risentiva dei mali del tempo e che aveva subito ulteriori danni dal terremoto – continua Bertolini – aveva bisogno di un restauro. Per interessamento dell’avvocato Diego Parrillo, membro di giunta della Comunità Montana Gelbison Cervati di Vallo della Lucania, presieduta da Ugo Valiante, e con l’attenzione di Gaetano De Luca, appassionato cultore di organi, intento ad operare il recupero di tale patrimonio artistico esistente sul territorio cilentano, si avviò la pratica di recupero del prezioso strumento". La Comunità Montana Gelbison – Cervati, infatti, con deliberazione del 23 novembre 1986, assunse l’onere finanziario di esecuzione del lavoro, che fu affidato immediatamente alla Pontificia Fabbrica d’Organi Tamburini s.r.l. di Crema: "Realizzato il lavoro di restauro, fu necessario attendere l’opera di rimontaggio, in quanto la chiesa era ancora non agibile per i lavori del dopo terremoto – sottolinea don Guglielmo Manna parroco di Gioi e vicario della diocesi di Vallo della Lucania -. Nel frattempo, la Sovrintendenza procedeva al restauro della preziosa cantoria e al risanamento di tutta la struttura lignea. Ultimati i lavori di consolidamento della Chiesa, si poté procedere all’installazione dello strumento". Il 3 settembre 1995, alla presenza del vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania Giuseppe Rocco Favale, l’organo fu inaugurato con un concerto dell’organista maestro Francesco Cera di Bologna. "Tutti gli organisti, di chiara fama, anche internazionale, che hanno eseguito concerti con questo strumento – commenta Manna – hanno potuto esprimere il proprio apprezzamento per le qualità e la straordinaria potenza sonora di questo piccolo capolavoro artistico, patrimonio di tutta la comunità gioiese".

L’album musicale è nato dalla presenza quest’anno di cinque ragazzi, Nicola Salvati, Aurelie Banzet, Alexandre Cipriani, Guillarme Schumacher e Simon Pelous, che hanno preso parte a un corso per imparare i rudimenti musicali di questo antico strumento.

"La valorizzazione del patrimonio storico-artistico presente sul nostro territorio – conclude Andrea Salati sindaco di Gioi – è uno dei nostri obiettivi perché è il modo per avvicinare al Cilento interno quel flusso turistico interessato alla cultura e alle bellezze naturalistiche presenti in quello che è il vero cuore del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano".

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