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L’Aquabike, un mezzo poliedrico ma che va saputo utilizzare

di Federico Martino

riceviamo e pubblichiamo

Le recenti calamità naturali che hanno pesantemente segnato e coinvolto il nostro paese da nord a sud, hanno nuovamente portato alla ribalta la necessità di poter contare su uomini e mezzi in grado di gestire questi cataclismi ormai molto frequenti e disastrosi”. Questo dichiara Fabio Annigonipresidente della K38 Italia / scuola internazionale di salvataggio con Aquabike plaudendo all’ottimo lavoro che i vigili del Fuoco la Protezione civile e le associazioni di volontariato stanno svolgendo in questi giorni, talvolta anche con mezzi non esattamente creati per quel determinato intervento.
Ad oggi fortunatamente l’uomo può contare su una gamma di attrezzature e sistemi di soccorso sempre più appropriati e questo fa si che i tempi ed i rischi vengano drasticamente ridotti.
Naturalmente tutti i mezzi a disposizione degli Enti preposti devono essere condotti o utilizzati da personale preventivamente preparato e in grado di risolvere situazioni altrimenti disperate. Si rende necessaria la creazione di una qualifica professionale e riconosciuta da integrare alla patente nautica, ad oggi unico requisito richiesto per la conduzione di questi mezzi. L’errore umano infatti rimane uno dei fattori principali del fallimento di molte operazioni di soccorso, e questo a causa di operatori non in grado di gestire una determinata situazione.
Questa mancanza viene riscontrata in maniera ancora più sensibile quando si tratta di aquabike (moto d’acqua) da soccorso, dal momento che, ad oggi, i corsi professionali per l’utilizzo di questi mezzi in caso di emergenza, non sono comunque obbligatori. Questa problematica fa si che in molti casi dove un’aquabike potrebbe essere la soluzione più idonea, non venga presa in considerazione oppure impiegata in maniera sbagliata, quindi con risultati scarsi o addirittura controproducenti.
In scenari paritetici a quelli riscontrati in questi ultimi giorni l’utilizzo delle aquabike si sono rivelate un valido supporto al personale coinvolto nelle operazioni di ricerca e soccorso, questo grazie anche alla professionalità degli operatori, che ben conoscevano le potenzialità ma soprattutto i limiti di questi mezzi, che in situazioni di corrente forte e di pieno carico necessitano di un’abilità non indifferente e impossibile da inventarsi. E’ un dato di fatto che un mezzo è performante in relazione all’abilità di chi lo conduce Ricordiamoci inoltre che un Istruttore è responsabile
dell’operato futuro dei propri allievi, per questo motivo deve essere in grado di trasmettere tutte quelle informazioni utili ed indispensabili per la sicurezza degli operatori ed il successo della missione, informazioni che non possono derivare solamente dalla lettura di un manuale, ma dall’esperienza appresa attraverso ore ed ore di pratica in acqua.
Nicola De Stefanoresponsabile K38 sud Italia pone l’accento invece sulla sicurezza di chi opera in situazioni critiche di soccorso e salvataggio, affermando che la sola arma di difesa per un soccorritore è una formazione adeguata ed una importante esperienza sul campo.

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