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6 Ottobre 2026
6 Ottobre 2026

Terrorismo, studente di 21 anni resta in carcere a Salerno

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Terrorismo, studente di 21 anni resta in carcere a Salerno

Resta in carcere W.L., studente universitario di 21 anni originario di Cava de’ Tirreni, arrestato venerdì nell’ambito di un’inchiesta sul terrorismo. Il gip Federico Noschese, al termine dell’interrogatorio di garanzia, ha convalidato la misura cautelare con un provvedimento di 31 pagine.

Il giovane, assistito dall’avvocato Antonello Lamberti, ha scelto di rispondere alle domande e ha respinto l’interpretazione attribuita dagli investigatori al materiale e alle conversazioni finite al centro dell’indagine.

Tra le accuse contestate figurano la detenzione di materiale per la fabbricazione di ordigni bellici, armi clandestine e proselitismo islamico. Nel corso dell’interrogatorio, il 21enne avrebbe spiegato alcuni suoi comportamenti sostenendo di aver voluto vantarsi con gli amici.

Le conversazioni che hanno fatto scattare l’allarme

L’attività investigativa è stata condotta dalla Digos di Salerno, insieme alla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, dopo precedenti approfondimenti che avrebbero coinvolto anche i servizi di intelligence.

Il giovane sarebbe stato monitorato da tempo per alcune attività e consultazioni online. A determinare l’accelerazione delle indagini sarebbero state in particolare alcune conversazioni intercorse con persone indicate nell’inchiesta come contatti jihadisti.

Tra i messaggi acquisiti dagli investigatori figurerebbe una frase nella quale il ragazzo avrebbe affermato di essere pronto e avrebbe fatto riferimento a un «gran botto». In un altro passaggio sarebbe stata menzionata anche una trasferta a Roma. Elementi che avrebbero spinto gli inquirenti a procedere senza ulteriori attese.

La successiva perquisizione domiciliare, estesa anche al computer e al telefono cellulare, sarebbe durata circa dodici ore.

Durante gli accertamenti sarebbero stati trovati un machete, due coltelli, due pistole e munizioni a salve. Gli investigatori avrebbero inoltre acquisito elementi relativi a frequenti ricerche online, comprese consultazioni riguardanti indicazioni sulla fabbricazione di ordigni.

La difesa del giovane e le indagini sui contatti

Il 21enne era stato arrestato in flagranza di reato. Dopo l’interrogatorio, il gip ha deciso di mantenere la custodia cautelare in carcere.

Sulla vicenda era intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sostenendo la necessità dell’intervento degli investigatori alla luce del rischio che, secondo l’ipotesi investigativa, il giovane fosse pronto a compiere un attentato.

Una ricostruzione che ha sconvolto la famiglia dello studente. Il padre è professore presso l’ateneo salernitano ed è noto per le sue ricerche nel Nord Europa. I familiari, che riferiscono di essere sempre rimasti vicini al ragazzo anche durante forme di disagio manifestate nel tempo, non credono all’ipotesi di un attentato né alle contestate frequentazioni jihadiste.

Sarà l’avvocato Lamberti a sostenere la posizione difensiva del giovane nelle prossime fasi del procedimento.

Parallelamente prosegue l’attività degli investigatori. Uno dei punti da chiarire riguarda la rete di contatti online del 21enne e l’eventuale presenza di altre persone coinvolte. Gli accertamenti dovranno stabilire se il giovane abbia agito autonomamente oppure se abbia ricevuto aiuto da qualcuno a Salerno o in provincia.

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