Un tiktoker, noto per i suoi scherzi in strada, si trova ora al centro di una denuncia per diffamazione a Napoli. L’uomo, travestito da Michael Jackson, aveva spaventato una donna e pubblicato il video dell’accaduto senza il suo consenso. Il filmato, che ha totalizzato oltre due milioni di visualizzazioni online, avrebbe causato un grave danno d’immagine alla vittima, la quale ha deciso di procedere legalmente dopo che le sue richieste di rimozione sono rimaste inascoltate.
Lo scherzo in via Chiaia e la diffusione virale
L’episodio contestato si è verificato nel marzo del 2025 in via Chiaia, una delle vie più frequentate della città partenopea. Il tiktoker, già conosciuto per performance simili che lo vedevano travestito da pianta per sorprendere i passanti, ha questa volta impersonato il celebre “re del pop”. La scena in cui la donna reagisce in maniera scomposta allo spavento è stata prontamente ripresa e, senza alcuna autorizzazione da parte della protagonista, è stata pubblicata su TikTok e successivamente anche su Instagram. La rapidità con cui il contenuto è diventato virale ha contribuito alla sua ampia diffusione, rendendo la donna oggetto di attenzione non desiderata.
La vittima ha tentato in più occasioni di ottenere la cancellazione del video, ma di fronte alla persistente esposizione e al percepito danno alla propria reputazione, ha formalizzato una denuncia contro il tiktoker. Questo ha innescato una procedura giudiziaria che sta ora definendo i confini tra la libertà di espressione sui social media e la tutela dell’immagine personale.
Gli sviluppi giudiziari: rigettata l’archiviazione
A seguito della denuncia, sono state avviate le indagini preliminari. In una prima fase, il pubblico ministero titolare del fascicolo aveva avanzato un’istanza di archiviazione del caso. Tuttavia, un’importante svolta è avvenuta lo scorso 16 gennaio, quando il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha rigettato tale richiesta. Il GIP ha invece disposto ulteriori 60 giorni di accertamenti, ritenendo che il video pubblicato senza consenso possa potenzialmente configurare il reato di diffamazione.
Il commento dell’avvocato Pisani e le implicazioni
L’avvocato Sergio Pisani, legale della ragazza, ha accolto con favore la decisione del GIP, sottolineandone l’importanza. Secondo Pisani: “Questo provvedimento fa chiarezza sull’uso indiscriminato dei video pubblicati senza consenso da numerosi creator, condotte che invece vanno disciplinate soprattutto se recando danni di immagine come avvenuto in questo caso”. La sua dichiarazione evidenzia una crescente necessità di regolamentare le pratiche dei “creator” online, ponendo l’accento sulla responsabilità nella diffusione di contenuti che coinvolgono terzi senza la loro autorizzazione. La vicenda napoletana si inserisce pertanto in un dibattito più ampio sulla privacy, il diritto all’immagine e le implicazioni legali dell’attività sui social media nell’era digitale.


