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15 Marzo 2026
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Tragedia Montecorice, cosa è successo in guardia medica prima dell’incidente?

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Tragedia Montecorice, cosa è successo in guardia medica prima dell’incidente?

La loro auto ha sfondato il guardrail ed è precipitata in un dirupo per circa duecento metri, finendo sugli scogli sotto la strada che costeggia il mare. È morta così, nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 marzo, una giovane coppia di fidanzati: Michele Pirozzi, 29 anni, e Maria Magliocco, 24. L’incidente è avvenuto lungo una strada stretta del Cilento, nel territorio di Montecorice, in provincia di Salerno. Poco prima la Volkswagen Polo su cui viaggiavano si era scontrata con un furgone Citroen guidato da un pasticciere di 42 anni che stava rientrando a casa dal lavoro.

Nell’incidente è rimasto coinvolto proprio il furgone Citroen, il cui conducente è rimasto lievemente ferito. Dopo le cure prestate dai sanitari del 118, l’uomo è stato sottoposto agli accertamenti di rito: è risultato negativo all’alcol test ma positivo al test sulle sostanze stupefacenti. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

Secondo quanto riferito agli investigatori, il conducente del furgone avrebbe dichiarato che l’auto con a bordo i due giovani procedeva a velocità sostenuta e che per evitare l’impatto frontale sarebbe stato costretto a compiere una brusca manovra, finendo in una cunetta a lato della strada. Saranno però i rilievi dei carabinieri della compagnia di Agropoli a stabilire con precisione la dinamica dello scontro.

Al centro delle indagini c’è quanto accaduto poco prima dell’incidente. I due fidanzati, infatti, si erano recati alla guardia medica di Agnone Cilento. Non è chiaro chi dei due accusasse un malessere, ma secondo quanto emerso i giovani sarebbero apparsi agitati e i toni si sarebbero accesi al punto che il medico di turno avrebbe richiesto l’intervento dei carabinieri. Prima dell’arrivo dei militari, tuttavia, Michele e Maria si erano allontanati.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione quei momenti. Secondo quanto emerso, i due giovani si sarebbero inizialmente messi in viaggio come se volessero rientrare a Capaccio Paestum, per poi invertire la direzione e tornare indietro per un motivo che è ancora oggetto di accertamenti da parte degli inquirenti. Un dettaglio che potrebbe aiutare a chiarire la sequenza degli eventi che ha preceduto lo schianto.

Lunedì, intanto, sarà eseguita l’autopsia sui corpi dei due ragazzi. Il pubblico ministero ha disposto anche gli esami tossicologici, passaggio necessario per ricostruire con esattezza le condizioni dei due giovani al momento dell’incidente.

Michele Pirozzi lavorava in un’azienda di Capaccio Paestum impegnata nel trasporto di balle di fieno per gli allevamenti della zona. Era autista e collaborava nell’attività di famiglia. Negli ultimi anni aveva affrontato un importante percorso personale che lo aveva portato a perdere molto peso e a ritrovare la forma.

Maria Magliocco, 24 anni, originaria di Pisciotta ma residente a Capaccio Paestum, lavorava in un bar della zona. I due stavano insieme da alcuni mesi, ma tra loro il legame era già molto forte. Alcuni amici raccontano che la coppia parlava spesso del futuro e che tra i loro progetti c’era anche quello di sposarsi, anche se non nell’immediato.

Ad Agnone Cilento i due erano soliti trascorrere del tempo insieme. La casa in cui avevano passato parte della serata, infatti, è di proprietà della famiglia di Michele e durante l’inverno i due fidanzati la utilizzavano spesso per ritagliarsi qualche momento di tranquillità lontano dalla routine quotidiana.

Dopo l’impatto con il furgone, la Polo ha sfondato il guardrail ed è rotolata nel dirupo fino a fermarsi sugli scogli. I corpi dei due fidanzati sono stati sbalzati fuori dall’abitacolo. Le operazioni di recupero sono state particolarmente complesse e hanno richiesto diverse ore di ricerche via mare e via terra.

A individuare il veicolo è stata una motovedetta della guardia costiera di Agropoli, mentre sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco del nucleo Saf (Speleo alpino fluviale), supportati da un’autogru giunta da Salerno e da un elicottero impiegato durante le ricerche. Il recupero delle salme è stato affidato ai sommozzatori dei vigili del fuoco di Napoli.

Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio della tragedia.

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