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23 Settembre 2026
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Trasportounito: Tir costretti a fermarsi, aziende di autotrasporto a secco di liquidità

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Trasportounito: Tir costretti a fermarsi, aziende di autotrasporto a secco di liquidità

La crescita del prezzo del gasolio sta aumentando la pressione finanziaria sulle imprese di autotrasporto. A lanciare l’allarme è Trasportounito, secondo cui, in assenza di adeguamenti regolari delle tariffe di trasporto legati all’aumento dei costi del carburante, alle imprese del settore verrebbero a mancare circa 250 milioni di euro al mese.

L’associazione evidenzia in particolare il problema della liquidità, sostenendo che i meccanismi di sostegno erogati a distanza di tempo, così come i crediti d’imposta, non sarebbero sufficienti a fronteggiare le esigenze finanziarie immediate delle aziende.

Secondo Trasportounito, la situazione potrebbe avere ripercussioni sull’intera catena logistica nazionale, fino a determinare difficoltà nella continuità dei servizi di trasporto su gomma.

«Un’emergenza nazionale – afferma il segretario generale di Trasportounito, Giulio Stoppa – in grado di paralizzare l’intero sistema produttivo e distributivo del Paese». L’associazione chiede quindi al Governo un intervento immediato non soltanto per compensare il rincaro del carburante, ma per introdurre un meccanismo che consenta alle tariffe di trasporto di adeguarsi automaticamente alle variazioni del prezzo del gasolio.

La proposta avanzata riguarda un decreto-legge urgente sul fuel surcharge, attraverso una modifica della disciplina prevista dall’articolo 83-bis. L’obiettivo indicato dall’associazione è rendere l’adeguamento del corrispettivo di trasporto automatico, pubblico e verificabile.

Il sistema proposto prevede che il Ministero stabilisca ogni anno un prezzo base di riferimento del gasolio per i contratti sottoscritti nel corso dell’anno. Il parametro verrebbe poi aggiornato ogni quindici giorni sulla base delle rilevazioni ufficiali del prezzo del carburante.

Alla variazione del prezzo dovrebbe essere applicata una percentuale di incidenza del carburante sul costo del trasporto fissata per legge al 30%. In questo modo, secondo la proposta, l’aumento o la diminuzione del prezzo del gasolio determinerebbe automaticamente una corrispondente variazione del corrispettivo del trasporto.

L’adeguamento dovrebbe inoltre essere indicato separatamente in fattura, così da consentire a vettori, committenti e autorità di controllo di verificare il parametro utilizzato e il relativo calcolo. Trasportounito propone specifiche funzioni di controllo per Agenzia delle Entrate e Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nell’ambito delle rispettive competenze.

Per l’associazione, il tema riguarda anche l’accesso al credito. L’aumento dei costi del carburante, a fronte di plafond delle carte carburante e linee di finanziamento che non crescono allo stesso ritmo, rischierebbe infatti di comprimere progressivamente la liquidità disponibile per le imprese.

Trasportounito sostiene che, senza un meccanismo automatico di adeguamento delle tariffe, il problema potrebbe estendersi dalla sostenibilità finanziaria delle singole aziende alla continuità dei servizi logistici e di trasporto su gomma.

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