È stato identificato il conducente dell’auto coinvolta nell’incidente mortale avvenuto nella serata di ieri lungo la strada statale 18, in località Tavernanova, nei pressi del bivio di Santa Cecilia, nel territorio di Eboli. A perdere la vita un giovane immigrato di origine marocchina, di appena 20 anni, che viaggiava su una bici elettrica.
A finire sotto indagine è un uomo di 75 anni, residente ad Agropoli, che si trovava alla guida di una Toyota Yaris. L’individuazione del veicolo e del conducente è stata possibile grazie ad alcuni frammenti dell’auto rimasti sull’asfalto dopo l’impatto e a una complessa attività investigativa condotta dai carabinieri della Stazione locale, coordinati dal luogotenente Fabio Basilisco, in collaborazione con la polizia municipale di Capaccio Paestum, diretta dal maggiore Antonio Rinaldi.
Determinante anche l’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza con lettura targhe installato nella cosiddetta città dei Templi, attivo anche nei tratti che intersecano la SS18. I filmati hanno consentito di ricostruire i movimenti dell’autovettura e di intercettarla nel lasso di tempo compatibile con il verificarsi dell’investimento.
Informato il magistrato di turno della Procura di Salerno, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà. Agli investigatori avrebbe riferito di non essersi accorto di aver investito il giovane ciclista. Una versione che, tuttavia, non ha convinto gli inquirenti, alla luce dei evidenti segni lasciati dal violento urto sulla carrozzeria della vettura. Le ipotesi di reato contestate sono omicidio stradale e omissione di soccorso.
L’ennesimo incidente riaccende l’attenzione su una criticità ormai cronica della Piana del Sele: la presenza quotidiana, soprattutto nelle ore serali e notturne, di lavoratori extracomunitari che percorrono la statale 18 in bicicletta, spesso al rientro dai campi coltivati e dalle serre della zona. Una strada ritenuta altamente pericolosa, complice la scarsa illuminazione, l’assenza di percorsi ciclabili e comportamenti di guida imprudenti, talvolta aggravati dall’eccessiva velocità. Un mix di fattori che, negli anni, ha già causato numerose vittime.



