I carabinieri di Orsogna, in provincia di Chieti, hanno tratto in arresto in flagranza di reato due uomini, un 46enne residente nella provincia di Napoli e un 54enne proveniente dalla provincia di Salerno. I due sono accusati di concorso in truffa aggravata ai danni di un’anziana donna. L’intervento delle forze dell’ordine ha permesso il recupero dell’intera somma di 3.000 euro che era stata illecitamente sottratta alla vittima.
Il meccanismo della truffa telefonica
La vicenda ha avuto inizio quando l’anziana vittima ha ricevuto una telefonata sul proprio apparecchio di casa. Al telefono, un individuo si è presentato come il nipote della donna, ingannandola con l’urgente richiesta di saldare un presunto debito inesistente. Per tale ragione, l’uomo al telefono ha convinto l’anziana a preparare una somma di 3.000 euro, specificando che una persona sarebbe passata di lì a breve per ritirare il denaro necessario a estinguere il debito fittizio. L’anziana, credendo alla versione fornita, ha consegnato il denaro all’emissario che si è presentato come concordato.
L’intervento decisivo e l’allarme della sorella
Fondamentale per l’esito dell’operazione è stata la prontezza della sorella della vittima. Avendo percepito qualcosa di anomalo nella richiesta di denaro e nelle modalità di consegna, ha immediatamente allertato i carabinieri. La segnalazione ha attivato i militari della stazione di Orsogna, che si sono prontamente messi sulle tracce dei presunti truffatori. I due uomini, individuati a bordo di un’automobile presa a noleggio, sono stati fermati e sottoposti a controllo dalle forze dell’ordine.
L’arresto in flagranza e il recupero del bottino
A seguito del controllo, i carabinieri hanno proceduto con la perquisizione dei due sospettati. L’accurata ispezione ha permesso di rinvenire e recuperare la somma di 3.000 euro, corrispondente all’esatto importo che era stato estorto all’anziana. Constatato il reato in flagranza, il 46enne di Napoli e il 54enne di Salerno sono stati immediatamente arrestati con l’accusa di concorso in truffa aggravata, data la natura ingannevole e il danno arrecato a una persona vulnerabile.
Le misure cautelari disposte dal gip di chieti
In seguito agli arresti, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del tribunale di Chieti ha esaminato il caso, convalidando le operazioni condotte dai carabinieri. Per entrambi gli indagati, è stata disposta l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora. Questa imposizione vieta ai due uomini di allontanarsi dai rispettivi comuni di residenza. La decisione del GIP mira a garantire la loro presenza sul territorio in vista degli ulteriori sviluppi delle indagini e del successivo processo, assicurando il rispetto delle procedure legali in attesa della definizione completa della posizione dei due accusati.











