18 Gennaio 2026

Truffe agli anziani, il nuovo raggiro della “targa clonata”: una 22enne fermata

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Truffe agli anziani, il nuovo raggiro della “targa clonata”: una 22enne fermata

«Buongiorno, siamo i carabinieri: la targa della sua auto è stata clonata». È questa la frase d’esordio utilizzata in una nuova truffa ai danni degli anziani, un raggiro emerso in Campania e messo in atto, secondo quanto ricostruito finora, da un’organizzazione strutturata e composta da soggetti particolarmente abili nel conquistare la fiducia delle vittime. I truffatori sarebbero capaci persino di imitare con precisione diversi dialetti italiani, adattando il linguaggio al contesto e all’interlocutore.

Al momento, nell’ambito delle indagini, è stata individuata una sola persona: una 22enne di origini campane, fermata alla stazione centrale di Milano dagli investigatori della squadra mobile di Padova. La giovane è accusata di aver truffato una donna di 78 anni, invalida al cento per cento e costretta su una sedia a rotelle.

Il meccanismo della truffa riprende uno schema ormai noto, ma con una variante. Alla vittima arriva una telefonata da un sedicente appartenente alle forze dell’ordine. Questa volta, però, non si parla di figli o nipoti coinvolti in incidenti stradali, bensì di una rapina in gioielleria. I falsi operatori spiegano che i rapinatori avrebbero utilizzato un’auto con la stessa targa di quella della vittima, rendendo necessario dimostrare l’estraneità ai fatti.

Nel caso della 78enne padovana, al telefono le è stato riferito che l’auto del marito era stata utilizzata per la rapina e che l’uomo avrebbe dovuto recarsi immediatamente in un ufficio di polizia per chiarire la propria posizione. Una volta rimasta sola in casa, la donna è stata avvisata, sempre telefonicamente, dell’imminente arrivo di un altro agente. Prima dell’incontro, le è stato chiesto di fotografare i gioielli presenti in casa e di inviare le immagini per una presunta valutazione.

A quel punto entra in scena il secondo truffatore, che si presenta come incaricato di compilare moduli e schede descrittive dei preziosi, con la scusa di verificarne la provenienza e dimostrare che non facciano parte del bottino della rapina. Dopo aver completato la finta registrazione, l’uomo riesce ad allontanare la vittima dalla stanza con un pretesto, ad esempio la richiesta di un documento, mentre al telefono resta attivo il complice.

È in quel momento che il truffatore si dilegua portando via i gioielli. Quando l’anziana rientra nella stanza e si accorge dell’assenza dell’uomo, il finto operatore al telefono la rassicura, inventando una giustificazione per l’allontanamento del collega, e la invita a recarsi in una caserma o in un commissariato scelto appositamente lontano dall’abitazione, per completare le pratiche. Solo quando la vittima è ormai in auto, nei pressi dell’ufficio indicato, la chiamata viene interrotta e i truffatori spariscono definitivamente.

In questo caso, però, il piano non è andato a buon fine. La 78enne ha iniziato a nutrire sospetti e ha contattato il 113, fornendo una descrizione dettagliata della persona che si era presentata a casa. Le ricerche sono scattate immediatamente e hanno portato al fermo della 22enne a Milano. La giovane, tuttavia, non era più in possesso dei gioielli sottratti.

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