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10 Aprile 2026
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Un ponte culturale tra Napoli e Budapest: tre giorni tra mito, musica e ritualità

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Un ponte culturale tra Napoli e Budapest: tre giorni tra mito, musica e ritualità

Budapest ha ospitato un evento esclusivo: Napoli days – Mythic Napoli / Napoli Mitica, una tre giorni dedicata alla dimensione più profonda, simbolica e immaginifica della cultura napoletana. L’associazione OndeSouth, in collaborazione con l’associazione Dante Alighieri ed il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura, ha celebrato la città magica. Il progetto ha intrecciato letteratura, antropologia, musica, danza e ritualità, offrendo al pubblico un viaggio immersivo nella Napoli più antica e più viva: quella sospesa tra sacro e profano, tra mito e quotidianità.

Giorno 1 – La Napoli mitica: letteratura, simboli e immaginario

Il programma si è aperto il 20 marzo con la Conferenza “Il sangue di San Gennaro – Napoli, città magica, culla delle fiabe europee, tra rituali e musica”, condotta da Michele Paino. Una narrazione teatrale che ha esplorato la stratificazione culturale della città: dagli Egizi ai Greci, dai culti di Iside ai riti mariani, dalle figure leggendarie come il Munaciello e la Bella ‘Mbriana fino alla nascita delle fiabe europee con Giambattista Basile.

A seguire, due ospiti d’eccezione — in collegamento dall’Italia — hanno arricchito il dibattito:

  • Vincenzo Guarracino, poeta, critico letterario e d’arte, tra i massimi studiosi di Leopardi, che ha offerto una lettura raffinata del rapporto tra mito e identità nella tradizione italiana.
  • Antonella Casaburi, docente, scrittrice e traduttrice, autrice del romanzo Mirari, che ha portato una prospettiva contemporanea sul racconto come ponte tra culture.

La serata ha trasformato l’Istituto in un vero e proprio salotto mediterraneo, dove storie, simboli e poesia hanno restituito al pubblico l’immagine di una Napoli “mitica”, come luogo narrativo prima ancora che geografico.

Giorno 2 – Esperienza, ritmo, corpo: Napoli da vivere

Il 21 marzo, presso Auróra Budapest, il pubblico ha potuto “toccare con mano” la cultura popolare campana grazie a Napoli Days 2.0 – Experiential Day, un pomeriggio interattivo pensato per tutte le età.

Il programma ha incluso: narrazioni sulle origini dei riti, dei ritmi e dei movimenti, laboratori di costruzione di strumenti tradizionali (castagnette, putipù, triccheballacche, tammorra), giochi ritmici e attività musicali, workshop di tammurriata con introduzione alla Tammurriata dell’Agro-Nocerino Sarnese, canti tradizionali, danza in cerchio e passi base.

Un’esperienza immersiva che ha permesso ai partecipanti di entrare nel cuore pulsante della ritualità campana, dove musica e movimento diventano linguaggio comunitario.

Giorno 3 – La danza come rito

Il terzo giorno è stato dedicato alla danza, intesa non solo come espressione artistica, ma come forma di connessione profonda con la tradizione. Attraverso passi, ritmi e gesti codificati, i partecipanti hanno esplorato la dimensione rituale della tammurriata e delle danze popolari del Sud Italia, in un percorso che ha unito corpo, memoria e identità.

Un ponte culturale tra Napoli e Budapest. Napoli Days ha dimostrato come la cultura napoletana — con la sua miscela di mito, musica, spiritualità e teatro — sia capace di parlare a pubblici internazionali. Tre giorni intensi, partecipati, emozionanti, che hanno trasformato Budapest in un crocevia mediterraneo, celebrando una città che continua a essere, oggi come ieri, un racconto vivente.

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