Vallo della Lucania, chi gestisce il teatro De Berardinis? Botti: «Utilizzo improprio»

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Vallo della Lucania, chi gestisce il teatro De Berardinis? Botti: «Utilizzo improprio»

I consiglieri comunali del municipio di Vallo della Lucania, Nicola Botti e Francesca Serra chiedono al sindaco Antonio Aloia, al capogruppo di maggioranza Celestino Sansone e al delegato del sindaco al patrimonio delle strutture teatrali Francesco Maiese, un incontro urgente per il teatro ‘Leo de Berardinis’. La struttura veniva inaugurata nello scorso maggio 2015, ma ad oggi non sembra ancora avere una regolamentazione e una gestione fissa. Dalla missiva inviata alla maggioranza si legge: «La presente per richiedere urgente incontro finalizzato alla regolamentazione e gestione del teatro comunale denominato Leo De Berardinis, considerato che ad oggi, e nonostante il lasso di tempo ormai trascorso dalla sua inaugurazione, detta struttura viene utilizzata in maniera impropria a semplice richiesta di chicchessia, con elevati costi a carico esclusivo dei nostri cittadini. Risulta evidente a tutti l’importanza di disciplinare in maniera adeguata la gestione di un teatro che può rappresentare per tutto il territorio cilentano un contenitore per lo sviluppo e la distribuzione della nostra cultura». Ma i problemi che circolano intorno al teatro non sono di certo una novità. 

Già a giugno (2015), dopo un mese dall’inaugurazione, il capogruppo di minoranza Emilio Romaniello assieme al consigliere Pietro Miraldi avevano protocollato al Comune un’interrogazione, in cui emergevano dei dettagli rispetto alla gestione e alla situazione burocratica in cui versa il teatro/auditorium. Il motivo era lo stesso: nessuno sapeva ancora come e chi gestirà la struttura. Ma dall’interpellanza emerge che nel lontano 2012, con una delibera datata 31 maggio, l’amministrazione proponeva ed approvava la costituzione di un nuovo ente sotto forma di Fondazione di partecipazione fra pubblico e privato.

A novembre (2015) invece, il consigliere di minoranza, nonché portavoce del M5s di Vallo della Lucania, aveva lasciato una dichiarazione in merito alla scarsa trasparenza del teatro: «Non doveva essere un luogo dove ascoltare la musica? E invece ci si fa una stagione teatrale per fare concorrenza al teatro ‘La Provvidenza’, una delle poche realtà che funziona a Vallo». Come se non bastasse Miraldi tentava di far chiarezza anche su un altro particolare: «Come è stato affidato e con quale bando? E pensare che quando fu deliberata la convenzione al conservatorio di Avellino, al modico prezzo di 70mila euro annui, io presino le difese della coop che gestisce il Parco della Musica che già lavorava, a costo zero, con quello di Salerno, il sindaco disse che non si potevano avere due conservatori in città. E due teatri sì?».

Dopo più di un anno a tutte queste domande non si è trovata ancora una risposta. E anche questo caso si presenta abbastanza enigmatico. Non tanto il fatto che non stia svolgendo a pieno il ruolo per il quale questa struttura è nata, ma perché dopo più di un anno ancora non si è capito a chi ne è affidata la gestione. In merito alle polemiche nate intorno al teatro a pochi mesi dall’inaugurazione l’esponente della maggioranza, Celestino Sansone, dichiarava che «la gestione continuava ad essere comunale e che bisognava decidere se lasciarlo nelle mani del comune oppure darlo a ‘soggetti diversi dal comune’». Il tutto, però, doveva essere oggetto di delibera. Quella stesse delibera che, a detta della minoranza ancora, non è stata ancora mai presentata agli atti comunali e non è quindi ufficialmente chiara la gestione della struttura. 

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