30 Gennaio 2026

Vassallo, dopo il rinvio del processo parla il figlio: «Amareggiato»

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Vassallo, dopo il rinvio del processo parla il figlio: «Amareggiato»

Il processo per l’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica assassinato ad Acciaroli quindici anni fa, ha subito un nuovo rinvio, generando profonda amarezza tra i familiari della vittima. Dario Vassallo, fratello di Angelo, e il figlio Antonio hanno espresso ancora una volta la loro delusione per l’ennesimo slittamento, ribadendo la ferma richiesta di chiarezza sulle responsabilità e le dinamiche di una vicenda che attende verità da oltre un decennio e mezzo. La nuova udienza è stata fissata per il 27 marzo, prolungando ulteriormente i tempi della giustizia.

Le ragioni del rinvio e la composizione del banco degli imputati

La decisione di posticipare l’udienza odierna, svoltasi presso la cittadella giudiziaria di Salerno, è scaturita dalla richiesta del nuovo legale di Lazzaro Cioffi, nominato solo nella giornata precedente. A questa si è aggiunta la domanda dell’avvocato di Fabio Cagnazzo, il quale ha sollecitato l’attesa delle motivazioni della Corte di Cassazione, fattori che hanno determinato la necessità di un ulteriore differimento. Il procedimento vede imputati, con l’accusa di concorso in omicidio con metodo mafioso, l’ufficiale dei Carabinieri Fabio Cagnazzo, l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi, l’imprenditore Giuseppe Cipriano e l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso. Un quinto imputato, Giovanni Cafiero, è chiamato a rispondere dell’accusa di traffico di droga, un aspetto che le indagini hanno collegato marginalmente al contesto più ampio del caso Vassallo.

Il ritorno in servizio del colonnello Fabio Cagnazzo

Contestualmente al nuovo rinvio processuale, si registra una significativa novità che riguarda uno degli imputati principali: il colonnello Fabio Cagnazzo è stato reintegrato in servizio a Roma. La decisione è stata presa dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) attraverso un’ordinanza che ha accolto il ricorso presentato dalla difesa dell’ufficiale. Il TAR ha esaminato approfonditamente il decreto di sospensione che gravava su Cagnazzo, smontandone le basi e richiamando, per la propria deliberazione, le precedenti decisioni della Corte di Cassazione. Questa determinazione consente a Cagnazzo di riprendere le proprie funzioni, sebbene il suo coinvolgimento nel processo per l’omicidio di Angelo Vassallo rimanga un elemento centrale e controverso della vicenda giudiziaria. La famiglia Vassallo, già provata dal protrarsi dei tempi processuali, ha accolto con ulteriore amarezza questa notizia, come già espresso in passato dal figlio Antonio.

L’appello incessante della famiglia Vassallo per la verità

Dario e Antonio Vassallo, incontrando la stampa all’esterno del tribunale, hanno riaffermato con forza il loro desiderio di giustizia e verità. Dopo quindici anni dall’efferato delitto che scosse l’intero Cilento e l’Italia intera, il bisogno di fare piena luce su chi e perché ha voluto la morte di un uomo simbolo di legalità e tutela ambientale non si è affievolito. Ogni rinvio, ogni ostacolo procedurale, rappresenta un’ulteriore ferita per una famiglia che non ha mai smesso di lottare per la memoria di Angelo. L’attesa del 27 marzo si carica così di nuove speranze e, al contempo, della frustrazione per un percorso giudiziario ancora lungo e tortuoso, che continua a mettere alla prova la fiducia nella giustizia.

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