3 Gennaio 2026

Venezuela nel caos: Usa intervengono, paura tra gli italiani e i cilentani

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Venezuela nel caos: Usa intervengono, paura tra gli italiani e i cilentani

La situazione in Venezuela vive un momento di fortissima tensione politica e internazionale, con sviluppi che stanno scuotendo non solo il paese sudamericano ma tutta l’area caraibica e le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti e altri attori globali.

All’alba del 3 gennaio 2026 si sono verificate esplosioni nella capitale Caracas e in altre località del paese nell’ambito di un’operazione militare degli Stati Uniti, che secondo il presidente americano avrebbero portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e della moglie. Secondo fonti internazionali, la rimozione di Maduro – al potere dal 2013 e accusato da Washington di narcotraffico e violazioni – è stata presentata dall’amministrazione USA come parte di un’azione anti-narcoterrorismo e strategica volta a promuovere una “transizione” politica in Venezuela, benché questo intervento abbia suscitato forti critiche e denunce di violazione del diritto internazionale. 

La reazione internazionale è stata immediata e variegata. La Germania ha chiesto una soluzione politica alla crisi, sollecitando il rispetto del diritto internazionale e dialogo, mentre vari leader mondiali si sono divisi: alcuni condannano l’azione statunitense definendola una grave violazione della sovranità venezuelana, mentre altri, in particolare nei Paesi latinoamericani, esprimono preoccupazione per la stabilità della regione. 

Questi eventi arrivano in un contesto già critico per il Venezuela. Il paese affronta da anni una profonda crisi economica, politica e umanitaria: l’inflazione è tra le più alte al mondo, l’economia è in forte difficoltà, enormi segmenti della popolazione vivono in condizioni di povertà e l’emergenza di servizi pubblici essenziali rimane grave. Secondo dati internazionali, milioni di venezuelani hanno lasciato il paese negli ultimi anni in cerca di migliori condizioni di vita altrove. 

Sul piano interno, la situazione politica si era già delineata come altamente polarizzata. Le elezioni parlamentari del 2025 avevano consolidato il controllo dell’Assemblea Nazionale da parte della coalizione al governo, ma con partecipazione elettorale relativamente bassa e accuse di irregolarità da parte dell’opposizione, che da tempo denuncia manipolazioni elettorali e repressione politica. 

L’impatto sui residenti cilentani e italiane in Venezuela

Anche le comunità italiane e i residenti originari del Cilento e dell’Italia meridionale presenti in Venezuela stanno seguendo con apprensione gli sviluppi della crisi. 

Molti emigrati di origine cilentana, come altre comunità di italiani in Venezuela, hanno espresso preoccupazione per i famigliari rimasti in loco, in particolare nelle grandi città come Caracas, dove le esplosioni e l’azione militare hanno causato blackout, timori per la sicurezza e difficoltà negli spostamenti. In diverse chat di comunità italiane all’estero, si legge apprensione per l’incertezza politica e per le potenziali ripercussioni su servizi essenziali e attività quotidiane, specialmente in una fase già caratterizzata da difficoltà economiche. 

Una crisi che supera i confini

La crisi venezuelana resta uno dei nodi diplomatici più complessi dell’America Latina. Mentre alcuni osservatori internazionali temono un’escalation di violenza o una stabilizzazione solo parziale, altri sottolineano la necessità di una soluzione politica inclusiva che coinvolga forze interne ed esterne per garantire sicurezza, diritti umani e un futuro più stabile per la popolazione. Resta centrale la questione del rispetto della legalità internazionale e la protezione dei diritti civili, in un momento storico segnato da decisioni contestate e implicazioni regionali di vasta portata. 

La situazione è in evoluzione: ulteriori sviluppi sono attesi nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

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