3 Gennaio 2026

Venezuela sotto attacco: raid nella notte. Allarme a Caracas, paura tra i venezuelani nel mondo

| di
Venezuela sotto attacco: raid nella notte. Allarme a Caracas, paura tra i venezuelani nel mondo

Notte di guerra in Venezuela. Gli Stati Uniti hanno lanciato un’azione militare contro diversi obiettivi strategici del Paese sudamericano, colpendo basi militari e infrastrutture nella capitale Caracas e in altre aree degli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Le esplosioni sono state avvertite intorno alle 2 del mattino, ora locale, mentre in Italia erano da poco passate le 7.

Secondo le prime ricostruzioni diffuse da agenzie internazionali, a ordinare l’attacco sarebbe stato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che nelle scorse settimane aveva più volte minacciato un’azione diretta contro il governo di Nicolás Maduro, parlando apertamente di un possibile cambio di regime e disponendo il rafforzamento della presenza militare americana nei Caraibi.

Le aree colpite e il caos nella capitale

Il governo venezuelano ha confermato i bombardamenti, definendoli una «gravissima aggressione» e annunciando l’attivazione dei piani di mobilitazione nazionale. Tra gli obiettivi colpiti figurerebbero alcune delle strutture militari più sensibili del Paese: la caserma di Fort Tiuna, considerata la principale del Venezuela, la base aerea di La Carlota e il porto della capitale.

Testimoni parlano di aerei militari in volo a bassa quota, di almeno sette esplosioni ravvicinate e di vasti incendi visibili a distanza. In diversi quartieri di Caracas si sono registrati blackout elettrici, mentre centinaia di persone sono scese in strada nel tentativo di capire cosa stesse accadendo.

Le reazioni internazionali

Da Roma, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere di seguire l’evolversi della situazione attraverso la rappresentanza diplomatica italiana in Venezuela, con particolare attenzione rivolta alla comunità italiana presente nel Paese. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata costantemente aggiornata sugli sviluppi.

Un conflitto che tocca da vicino anche il Cilento

La crisi venezuelana non è solo una questione geopolitica lontana. Nel Cilento vive una numerosa comunità di cittadini di origine venezuelana, famiglie che negli anni hanno scelto questa terra come nuova casa ma che continuano a mantenere un legame profondo con il proprio Paese d’origine. Le notizie arrivate nella notte hanno riacceso preoccupazione, paura e un forte senso di impotenza tra chi ha parenti e amici a Caracas e nelle zone colpite.

Il Giornale del Cilento, da sempre attento alle dinamiche internazionali che incidono direttamente sulla vita delle comunità locali, raccoglie in queste ore il sentimento di una diaspora che guarda con apprensione agli sviluppi del conflitto, temendo un’escalation che potrebbe avere conseguenze drammatiche sulla popolazione civile.

Tensioni crescenti e lo spettro del petrolio

Le tensioni tra Washington e Caracas erano alte da settimane. Gli Stati Uniti avevano recentemente dichiarato di aver colpito infrastrutture portuali utilizzate, secondo l’intelligence americana, da reti legate al narcotraffico. Fonti militari statunitensi riferiscono che il piano dell’attacco era pronto da giorni e che si era valutata anche un’azione nel periodo natalizio.

Da parte sua, Maduro ha ribadito che l’obiettivo degli Stati Uniti sarebbe quello di forzare un cambio di governo e mettere le mani sulle immense riserve petrolifere del Venezuela, attraverso una strategia di pressione politica e militare avviata mesi fa.

Intanto, mentre la diplomazia internazionale osserva con apprensione, cresce l’ansia tra i venezuelani all’estero. Anche nel Cilento, la speranza condivisa è una sola: che la notte delle bombe non segni l’inizio di un conflitto ancora più ampio e che si possa tornare, quanto prima, alla via del dialogo.

Consigliati per te

©Riproduzione riservata