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23 Ottobre 2026
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Vertenza sui servizi presso il Tribunale di Vallo della Lucania: esplode la protesta dell’Ugl provinciale

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Vertenza sui servizi presso il Tribunale di Vallo della Lucania: esplode la protesta dell’Ugl provinciale

Un accordo raggiunto dopo mesi di segnalazioni e confronto, destinato a migliorare le condizioni di lavoro e la sicurezza dei dipendenti impegnati nei servizi del Tribunale di Vallo della Lucania, rischia di rimanere lettera morta. È quanto denuncia l’Ugl Igiene Ambientale, che contesta la decisione di fare marcia indietro sull’intesa sottoscritta l’8 giugno scorso e annuncia lo stato di agitazione dei lavoratori, chiedendo l’attivazione del confronto in Prefettura.

La vicenda, secondo quanto ricostruito dal sindacato, affonda le radici alla fine del 2024, quando erano già state segnalate alle aziende coinvolte e ai responsabili del Tribunale cilentano diverse criticità legate all’organizzazione dei servizi, alla carenza di personale e alla sicurezza. Problematiche che sarebbero state affrontate nel corso degli incontri tra le parti, fino alla definizione di un accordo che avrebbe dovuto trovare applicazione dal 1° ottobre 2026 e restare in vigore fino alla naturale scadenza dell’appalto.

Il quadro sarebbe però cambiato il 18 settembre scorso, quando, riferisce l’organizzazione sindacale, sarebbe stata comunicata una decisione di revoca dell’intesa. Una scelta che, secondo l’Ugl Igiene Ambientale, sarebbe stata presa senza una comunicazione ufficiale direttamente al sindacato, nonostante la firma apposta sull’accordo dalle parti interessate.

«Siamo profondamente amareggiati per quanto accaduto. Dopo mesi di incontri, segnalazioni e disponibilità al dialogo, avevamo finalmente raggiunto un’intesa concreta per dare risposte a lavoratori che ogni giorno svolgono servizi essenziali in condizioni che meritano ben altra attenzione. Non possiamo accettare che un accordo sottoscritto venga rimesso in discussione unilateralmente, senza un confronto trasparente con le organizzazioni sindacali», dichiara Massimiliano Cafaro, segretario generale dell’Ugl Igiene Ambientale.

Tra le questioni più urgenti figurano la mancata fornitura di attrezzature adeguate, la necessità di dispositivi di protezione e strumenti per movimentare i materiali senza esporre i dipendenti a rischi fisici, oltre alla carenza di personale e alle difficoltà nell’organizzazione delle attività di facchinaggio. L’accordo, secondo il sindacato, prevedeva anche il recupero di un’unità lavorativa mancante e un incremento di due ore giornaliere per il personale già in servizio, allo scopo di rispondere alle esigenze operative.

Particolare preoccupazione viene espressa anche per le modalità di trasporto dei sacchi e dei materiali all’interno della struttura, che, secondo le segnalazioni sindacali, avverrebbe talvolta con mezzi improvvisati o trascinando i carichi sul pavimento. Una situazione che, se confermata, richiederebbe interventi tempestivi per tutelare la salute dei lavoratori e garantire condizioni operative adeguate.

«Non stiamo chiedendo privilegi, ma il rispetto degli impegni presi e condizioni di lavoro dignitose. La sicurezza non può essere considerata una voce secondaria, né si può pretendere che i lavoratori continuino a sopportare carichi e difficoltà organizzative senza strumenti adeguati. Parliamo di persone che percepiscono stipendi modesti e che, nonostante tutto, continuano a svolgere il proprio lavoro con serietà e senso di responsabilità verso le famiglie», aggiunge Cafaro.

Un altro punto sollevato riguarda le risorse economiche destinate ai servizi aggiuntivi e alle necessità che possono emergere durante l’appalto. Il sindacato richiama una disponibilità economica prevista in fase di gara e segnala la necessità di chiarire l’utilizzo delle somme, anche alla luce della richiesta di aggiornamento dei corrispettivi legata all’aumento dei prezzi. L’Ugl chiede pertanto agli organi competenti di verificare la destinazione delle risorse e di accertare che gli impegni assunti in materia di sicurezza e organizzazione del lavoro non vengano sacrificati.

Tra le criticità denunciate figura inoltre la gestione della raccolta differenziata all’interno degli uffici del Tribunale, che, secondo l’organizzazione sindacale, non risulterebbe adeguatamente organizzata. Anche su questo fronte vengono sollecitati chiarimenti e interventi, affinché le attività siano svolte nel rispetto delle regole e senza trasferire sui dipendenti rischi e incombenze improprie.

Sulla vicenda interviene anche Carmine Rubino, segretario territoriale Ugl, che esprime preoccupazione per le ricadute della situazione sui lavoratori e richiama la necessità di un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti.

«Quando si raggiunge un accordo per risolvere problemi concreti, soprattutto quelli che riguardano la sicurezza e la dignità delle persone, ci si aspetta che gli impegni vengano rispettati. Non è accettabile che i lavoratori restino ostaggio di decisioni che rischiano di vanificare il lavoro svolto al tavolo di confronto. Chiediamo chiarezza, responsabilità e un intervento tempestivo affinché si torni a discutere nel merito delle questioni, senza lasciare irrisolte le criticità segnalate da tempo», afferma Rubino.

Il sindacato è in attesa di essere convocato presso la Prefettura di Salerno per l’apertura della procedura di raffreddamento della vertenza.

«La nostra disponibilità al dialogo non è mai mancata, ma il dialogo deve essere reciproco e produrre risultati. Continueremo a tutelare i lavoratori in tutte le sedi competenti, chiedendo che gli accordi sottoscritti siano rispettati e che le condizioni di sicurezza vengano affrontate con la serietà necessaria. Non lasceremo che le richieste di chi lavora vengano ignorate», concludono Cafaro e Rubino.

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