30 Gennaio 2026

Vibonati, il sindaco Borrelli annuncia querela: «Paragoni con la mafia inaccettabili»

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Vibonati, il sindaco Borrelli annuncia querela: «Paragoni con la mafia inaccettabili»

«Stavolta si è andati oltre». Con parole nette e senza giri di frase, il sindaco di Vibonati Manuel Borrelli annuncia l’intenzione di sporgere denuncia contro chi, sui social, ha paragonato l’amministrazione comunale alla mafia. Un’accusa che il primo cittadino definisce «gravissima e intollerabile», annunciando che nella mattinata di domani si recherà personalmente in caserma per formalizzare l’atto.

Borrelli rompe così un silenzio durato anni. «Ho sempre subito senza replicare – scrive – ma ora è davvero troppo». Il sindaco respinge con forza ogni accostamento a mafie, camorre e ’ndranghete, parole che definisce senza mezzi termini «montagne di merda», rivendicando una storia personale e politica diametralmente opposta a qualsiasi forma di criminalità organizzata.

Nel lungo sfogo pubblico, il primo cittadino sottolinea di non aver mai comprato voti né esercitato pressioni elettorali, rivendicando di aver sempre ottenuto consenso «sul campo». «Ho il diritto di sapere quando e come avrei costretto qualcuno a votarmi o avrei agevolato chicchessia per un voto», afferma, parlando di accuse che feriscono non solo la sua persona, ma anche «la sensibilità di chi ogni giorno si fa in quattro per la cosa pubblica».

Nel mirino del sindaco finiscono anche gli attacchi rivolti a un progetto finanziato dalla Regione Campania e ai giovani che vi hanno aderito. «Non tollero – scrive – che vengano mortificati tanti ragazzi che hanno partecipato senza alcuna forma di mercimonio». Un passaggio che amplia la portata della vicenda, trasformandola da attacco personale a questione di rispetto istituzionale e sociale.

A corredo del messaggio, Borrelli pubblica anche una fotografia risalente a molti anni fa che lo ritrae a Vibonati con Salvo Vitale, recentemente scomparso, storico collaboratore di Peppino Impastato e cofondatore di Radio Aut. Un’immagine dal forte valore simbolico, richiamata dal sindaco come ulteriore testimonianza del suo percorso umano e civile.

La vicenda ora potrebbe approdare nelle aule giudiziarie. Resta sullo sfondo il tema, sempre più attuale, del linguaggio usato sui social e dei confini tra critica politica e diffamazione, soprattutto quando in gioco ci sono accuse che evocano il mondo della criminalità organizzata.

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