Il teatro nel Cilento: l’esempio della regista Antonella Nigro

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“Absences. Le donne di Shakespeare”: uno spettacolo teatrale firmato Antonella Nigro, fra la sperimentazione e la miscela di varie forme d’arte.

Lo spettacolo è andato in scena il 19 dicembre ad Ascea, presso l’auditorium Parmenide della fondazione Alario per Elea–Velia onlus e, come tutti i progetti della Nigro, anche “Absences. Le donne di Shakespeare” si pone come opera volta alla valorizzazione del settore della performance, mettondo in scena non soltanto la recitazione ma anche la danza, la musica, i costumi, i gioielli su disegni e i bozzetti di artisti: dieci opere di William Shakespeare, che hanno preso voce attraverso dieci personaggi femminili, hanno dato vita ad un connubio perfetto tra musica, recitazione, danza e altri tipi di forme artistiche, quali il disegno e la realizzazione di vestiti e gioielli, necessari per comporre l’intero impianto che sorregge un’opera teatrale.

“Proporre al pubblico uno spettacolo, che intende essere un modo nuovo di presentare un evento culturale, comprensivo e rappresentativo di tutte le arti, credo sia – afferma la Nigro – un metodo attualmente vincente, in grado di attrarre e di educare il pubblico, mediante i forti legami che si innescano tra la recitazione e le altre forme espressive, capaci di emozionare e impressionare”.
“Manifestazioni che alla base hanno un lavoro di ricerca, di indagine, ma soprattutto di sperimentazione, nelle quali vengono presentate le qualità e l’indiscusso talento dei partecipanti – sostiene ancora la Nigro – non possono non essere premiati dal pubblico, anche quello meno preparato”.

Senza essere esperti di Shakespeare, infatti, facilmente si entra nel mondo che lo scrittore narra nelle sue opere, ci si immedesima nei protagonisti in scena, ma soprattutto ci si lascia coinvolgere dagli accompagnamenti musicali, dalle danze e dai particolari visivi espressi dai costumi e dalle semplici ma suggestive scenografie.

Questi i segreti del successo teatrale ottenuto da Antonella Nigro, critico d’arte oltre che regista teatrale, che opera nel centro studi Hemera, ormai esperto di questa tipologia di progetti.

“Bisogna investire sul connubio che archeologia, arte e teatro possono trasmettere”, sostiene ancora la Nigro. “Viviamo in un territorio ricco di siti archeologici, di architetture medievali, moderne e contemporanee, di musei che necessitano di essere valorizzati. Gli eventi artistici e culturali possiedono una grande forza trainante e investire sul questo connubio risulterebbe vantaggioso per pubblici e privati non solo dal punto di vista culturale, ma anche economico”.

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