Una performance di teatro, danza e tarantella a Parigi: “Antidotum”, a cura della cilentana Tullia Conte

Infante viaggi

«Uno spettacolo al bivio tra prosa d’innovazione e Teatro-danza», lo ha definito il critico teatrale Guido La Taratara.

Il Cilento arriva a Parigi grazie a “Antidotum”, una performance di teatro, danza e tarantelle messa in scena dalla regista Tullia Conte e la danzatrice-antropologa Serena Tallarico: non un semplice spettacolo teatrale, non uno stage di danza o un balletto, ma una sorta di spettacolo-studio delle tradizioni cilentane in un contesto diverso da quello delle piazze di paese, un contesto per certi versi sperimentale, a metà fra l’arte e l’analisi.

«La memoria storica attraversa percorsi strani e “Antidotum” è viaggio, sogno, allucinazione che passa dal variopinto mondo “popolare” per definirsi in un limbo sensoriale multiculturale».

“Antidotum” (recitato in inglese, francese, spagnolo e italiano) è uno studio-spettacolo che, partendo dall’analisi personale sulle danze popolari intrapresa dalle due creatrici del progetto (ricordiamo l’esperienza di Tullia Conte con i Kiepò), sfocia in citazioni sul tema, «da Maristella Martella (protagonista indiscussa dell’innovazione performativa su queste danze) a Carolyn Carson, da Joël Pommerat al teatro di Eugenio Barba e Odin Teatret, a cui è dedicata la scenografia composta da una ragnatela di fili e carte da gioco (napoletane) che sovrastano l’orizzonte scenico».

«”Antidotum” – ci dice Tullia Conte – è il frutto di anni di lavoro sul tema delle danze popolari e del contesto che le ospita, attraverso una prospettiva di lavoro incentrata sull’antropologia teatrale. È un lavoro importante e pieno di simboli, che sta riuscendo ad interessare un pubblico variegato e che “ti porta nel sud attraverso gli occhi di queste donne”. Per noi, esiliati italiani in una terra che è diventata la nostra, ma di fatto non lo è, è doppiamente soddisfacente raccogliere feedback positivi intorno ad un tema così squisitamente italiano».

«Il sacro e il profano, il cantilenante groove del rosario, addirittura un brano di Vinicio Capossela (“Suona Rosamunda”) e finalmente un pulcinella “diabolico” sono le spezie che condiscono una ricetta teatrale inaspettatamente innovativa, fresca e piacevole».

Il tour, dopo la tappa parigina, proseguirà in Spagna.

Per vedere il video: Antidotum

INFO SULLO SPETTACOLO

Regia, drammaturgia, scenografie: Tullia Conte

  • assicurazioni assitur

Creazione e danze: Tullia Conte e Serena Tallarico

Sound design: Damian Aquil

Disegno luci: Maud Watel-Kasak

Produzione: Sudanzare

Facebook: Sudanzare

BIOGRAFIA TULLIA CONTE
Regista Teatrale e attrice, Tullia Conte è impegnata da anni nello studio delle danze popolari secondo una prospettiva di antropologia teatrale. Formatasi tra Napoli, Roma e Parigi, ha studiato con Eugenio Barba e Julia Varley, Theatre du Soleil, Theatre de l’Opprimé, Michelle Kokosowski, Maristella Martella.
Tra le sue esperienze lavorative il ripristino di un teatro comunale abbandonato nella cittadina di Vallo della Lucania. Durante la permanenza in cilento scrive con il musicista Tommaso Sollazzo, la Tarantella Cruda, mette in scena “Storia di Maria, tarantata” definendo la prospettiva di un nuovo approccio drammaturgico alla danza popolare italiana.

BIOGRAFIA SERENA TALLARICO
Serena Tallarico è un’antropologa e danzatrice. Ha collaborato con Uccio Aloisi, Pino Zimba e Nando Citarella, e ha danzato con i gruppi più importanti della scena folk italiana, è stata anche parte della compagnia di teatro danza “Danzare d’amore”.

SUDANZARE
Sudanzare è un progetto di promozione della danza e della cultura popolare italiana.
Di stanza a Parigi, dov’è è nata l’associazione che si occupa di stage di danza, produzione e promozione di spettacoli, si disloca nel territorio europeo.

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