Ascea: Paola Tortora interpreta “Le sette voci di Elena”

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Nel teatro Zenone della Fondazione Alario ha avuto luogo, ieri sera, il soliloquio “Le sette voci di Elena” a cura di VINTULERATeatro.

Lo spettacolo, ideato per riattualizzare uno dei personaggi più famosi dell’antichità, Elena di Troia, si è presentato ricco di spunti e riferimenti alla società dei nostri tempi.

L’attrice Paola Tortora ha interpretato Elena a sua volta nelle vesti di sette donne, cinque mogli e due madri, le voci delle quali, ammalianti, preoccupate, premurose, nostalgiche, voci di sette donne del Sud, ognuna delle quali parlava un suo dialetto con i propri accenti e intercalari, ognuna delle quali aveva un tono diverso, altro ruolo non aveva se non quello di spingere i rifugiati nascosti nel destriero di legno ad uscire allo scoperto.

Essenziale e naturale la scenografia che ha sin da subito fatto sentire lo spettatore come protagonista in scena, fra macerie da cantiere abbandonato, sedie e carriole rovesciate a terra e fiamme a fare da luce.

Particolare l’abbigliamento dell’attrice: gonna lunga nera, capo coperto e uno zaino come plasmato sul ventre nel quale sette pezzi di stoffa colorati erano stati riposti.

Le parole si sono susseguite cadenzate al punto che musica e versi sembravano un tutt’uno, mentre con movimenti ritmati sugli echi sonori di Luca Urciuolo, la Tortora interpretava i vari ruoli e modificava il suo abbigliamento creato al momento con i veli che dallo zaino, andavano a ricoprire il corpo, per poi essere riposti in terra.

Contesto classico, contenuto attuale, dunque, per un soliloquio dove al centro della scena c’è la parola, strumento di dialogo, incontro e confronto tra civiltà e popoli.

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