Agropoli, mobbizzata dal capo: condannata società Poste Italiane

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Agropoli, mobbizzata dal capo: condannata società Poste Italiane

Fine di un calvario iniziato il 18 novembre 2009. Condannata la società Poste Italiane per mobbing dal giudice di lavoro di Salerno. La denincia è stata fatta da una dipendente della filiale di Agropoli a danno dell’allora dirigente dell’ufficio.

8.447 euro, questa la somma che Poste Italiane dovrà pagare come risarcimento del «danno biologico». La donna (invalida all’80%), laureata in sociologia, venne assunta all’ufficio poste di Agropoli nel 1979 come operatrice specializzata fino all’arrivo del nuovo direttore nel 2002. Quest’ultimo – scrive il giudice – inizia una «condotta mobbizzante caratterizzata da attacchi personali e controllo costante e pressante sull’attività della dipendente destinandola anche a mansioni incompatibili con le sue condizioni di salute. Tali condotte – si legge nella sentenza – avevano determinato gravi disturbi psico – fisici nonchè danni alla vita di relazione della dipendente».

Una situazione insostenibile per una donna disponibile e legata al suo lavoro come testimoniano molte delle sue colleghe nonchè dalla relazione del medico legale: «A seguito delle vicissitudini subite sul luogo di lavoro nel periodo 2003 – 2009 la signora presenta oggi moderati disturbi d’ansia con spunti depressivi e fenomeni di somatizzazione di tipo reattivo cronocizzanti». Ci sono voluti quattro lunghi anni prima che la decisione del giudice di Salerno mettesse fine con la sentenza al calvario di una donna che desiderava solo svolgere quelle mansioni per le quali era stata assunta.

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