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14 Luglio 2026
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Cavalluccio marino torna nei fondali della Gaiola, il Parco: «Segnale della rinascita della Posidonia»

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Cavalluccio marino torna nei fondali della Gaiola, il Parco: «Segnale della rinascita della Posidonia»

Un esemplare di cavalluccio marino è stato osservato nei fondali dell’Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola, tra le praterie di Posidonia oceanica oggetto di un intervento di ripristino ambientale avviato nel 2023. A darne notizia è lo stesso Parco, che definisce l’avvistamento “un’emozione indescrivibile” e un importante segnale della progressiva rinaturalizzazione dell’area marina protetta.

Secondo quanto riferito dai ricercatori impegnati nel monitoraggio, l’esemplare di Hippocampus guttulatus, specie protetta nel Mediterraneo, è stato individuato durante le attività di controllo delle piante di Posidonia reimpiantate nell’ambito del progetto di restauro degli habitat marini.

Il cavalluccio marino è considerato una specie particolarmente vulnerabile alla perdita delle praterie di Posidonia oceanica, habitat fondamentale per il suo ciclo vitale. È inserito nell’Allegato II del Protocollo SPA/BIO della Convenzione di Barcellona, nell’Allegato II della Convenzione di Berna e nell’Allegato III della Convenzione CITES.

Il Parco ricorda che il progetto di ripristino è iniziato nel 2023 con il reimpianto delle prime talee di Posidonia donate dall’Area Marina Protetta Regno di Nettuno. Nel 2025 è stata inoltre avviata una fase sperimentale di coltivazione da seme attraverso il progetto PosiFarm, realizzato in collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn, che ha portato alla messa a dimora di oltre mille giovani plantule sui fondali.

Nel corso del monitoraggio, spiegano ancora i responsabili dell’area marina protetta, è stata osservata una progressiva ricomparsa di numerose specie associate alle praterie di Posidonia, tra cui piccoli pesci, stelle marine, spirografi e cerianti. L’avvistamento del cavalluccio marino viene ora considerato il risultato più significativo del processo di recupero ecologico avviato negli ultimi anni.

“Vedere quel piccolo ippocampo aggrappato alle foglie della Posidonia che sta ricrescendo dove era stata distrutta rappresenta il simbolo della vita che rinasce”, afferma il Parco, sottolineando come il ritorno della specie rappresenti una conferma dell’efficacia degli interventi di restauro ambientale e degli sforzi compiuti per la tutela dell’ecosistema marino della Gaiola.

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