Alla ricerca di una “Via Di Fuga”: intervista ai Voci Dal Nulla

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Alla ricerca di una “Via Di Fuga”: intervista ai Voci Dal Nulla

Si chiamano Voci Dal Nulla, sono cilentani e hanno da poco messo on-line il loro nuovo mixtape, “Via Di Fuga”, 18 brani rap accompagnati da 18 tavole artistiche, scaricabile gratuitamente al seguente link: “Via Di Fuga”.

Per l’occasione abbiamo intervistato due dei membri della crew, JDL e Astratto.

D: Ci aspettiamo tutti il lavoro della maturità. Il nuovo disco delle Voci Dal Nulla sarà l’evoluzione completa della crew che fino ad ora non era mai totalmente lucida nelle sue produzioni?
JDL: Innanzitutto  ci tengo a precisare quali figure si celano dietro questo progetto “Voci Dal Nulla Crew”, giusto per  fare un attimo di chiarezza. Siamo in 4, 3 rappers, (Astratto, CresiCa e il sottoscritto) e IXS (Dario Fasano), che cura le copertine e gli artwork dei nostri lavori. Essendo una crew appunto non è detto che ci trovi tutti e 3 a rappare nello stesso CD nella stessa proporzione. Per esempio nel prossimo mixtape saremo  maggiormente presenti io e Astratto a differenza del precedente (“Verità Negli Occhi”). L’importante è fare e spingere la VDN. Il nuovo mixtape, “Via Di Fuga”, che sarà disponibile in freedownload  l’11-11-11 dalla nostra pagina Facebook, più che evoluzione completa io lo definirei un buon punto di inizio. Abbiamo acquisito maggiore consapevolezza e knowledge di quello che facciamo e che possiamo fare in futuro, c’è una cura maggiore delle metriche e un flow diverso per ogni pezzo nonché una scelta più ragionata delle strumentali e dei contenuti.

D: Avete registrato “Via Di Fuga” negli studi del Parco della Musica di Vallo della Lucania insieme a Morris, con cui avevate collaborato già in passato in “Propaganja”, che ne ha curato la produzione: quanto è stata importante il suo apporto in questo disco?
JDL: Morris ci ha sempre supportato e si è mostrato sempre disponibile e soprattutto paziente alle nostre esigenze. Poi oltre lo studio si è creato un rapporto di amicizia.

D: Come vi siete avvicinati alla cultura hip-hop?
JDL: Io personalmente ho approcciato questa cultura con il beatmaking che è anche lo stesso motivo che mi ha portato a conoscere CresiCa, intorno al 2006, quando abbiamo prodotto i primi pezzi e abbiamo creato i Voci Dal Nulla. Più tardi si è aggiunto anche Astratto.
Astratto: Dunque, mi tocca scavare e spalare ricordi per giungere nel 2002. Ricordo che comprai il mio primo CD rap, ”The Eminem Show”, di Eminem: dopo un paio di ascolti è stato come un richiamo alla mia vera natura, fatta di pantaloni larghi, rime e giri di rullanti. Non tardai all’espansione della mia conoscenza su questa nuova cultura che mi aveva, come dire, anestetizzato.

D: Quali personaggi, in particolare, hanno più influito nel vostro percorso all’interno del circuito?
JDL: In realtà non abbiamo mai avuto a disposizione persone da cui attingere informazioni o spiegazioni sull’hip hop. È stata tutta una nostra ricerca. Ascoltare, ascoltare e ancora ascoltare tutto il rap possibile. Per quanto riguarda i rappers  senza pensarci 2 volte ti rispondo Danno e Kaos One. Oltre ad essere i più grandi in Italia rappresentano al meglio il concetto di cultura hip-hop, ossia mettere a disposizione la propria arte prima di tutto e non il proprio ego.
Astratto: Subito voglio menzionarti qualche nome della scena underground Americana che, per quanto mi riguarda, la ritengo la droga di Astratto: Vinnie Paz, Slaine ed infine Ill Bill. Mi bastano loro, il resto è noia.

D: Che posizione prendete riguardo la nuova scena rap italiana, che spesso sembra essere colma di “figure preimpostate”, anziché rapper?
JDL: La cosa figa dell’hip-hop è che è un genere molto democratico, aperto a tutti. Purtroppo la cosa tende a diventare un’arma a doppio taglio quando vedi gente che, senza nemmeno un minimo di cultura in materia, si propone al pubblico addirittura già in modalità mainstream, facendo video su video rigorosamente firmati dalla testa ai piedi magari comprando un featuring importante. È paradossale, la gavetta non esiste, tutti che rincorrono un ipotetico successo costruito sul vuoto assoluto. Questa gente vuole solo  apparire. Purtroppo Canale5 miete le sue vittime anche in quest’ambiente, anche se sono convinto che il vero riconosce il vero.

D: “Voci Dal Nulla” è un libro di fantascienza di Patricia McKillip, avete collaborato anche col disegnatore/poeta Dario Fasano: quanto sono importanti le altre arti per la creazione dei vostri brani?
JDL: Molto, basta pensare  che “Via Di Fuga Mixtape” uscirà in una forma molto particolare. Ci saranno 18 tracce per 18 disegni sempre di IXS. Quindi avete 18 motivi in più per scaricarlo. Ci sarà anche una chicca per i cinefili nel CD.

D: Per un cilentano, oltrettutto rapper, è facile riuscire a farsi strada e continuare a credere nelle proprie passioni?
JDL: Bella domanda. Purtroppo il Cilento è ancora troppo chiuso mentalmente rispetto a nuove idee o modi di pensare. Mi dispiace dirlo, ma almeno per questo genere questo posto rappresenta un limite gigantesco, è la morte del talento. Almeno fin quando, oltre a parlare esclusivamente di calcio, questa atarassia verso il nuovo finisca. Noi continuiamo. Io sto da 4 anni a Roma, credo che ci muoveremo in questa direzione per quanto riguarda i live.
Astratto: Non aggiungo altro.

D: La crew esiste ormai da anni. Qual è il più bel ricordo legato a questa esperienza?
JDL: Non saprei. Ogni sfattonata insieme è un bel ricordo.
Astratto: Ogni canzone scritta in una strana “foschia”.

D: Fra le abitudini dell’italiano quali sono quelle che dovrebbero essere eliminate per salire il primo gradino di una scala che porta ad un paese migliore e più civile?
JDL: Come prima cosa spegnere la TV. Cioè, se ci pensate tutte le informazioni che recepiamo dal mondo escono da quella scatola di merda. C’è un lavaggio del cervello assurdo. Tutto è standardizzato, tutto quello che dovete sapere viene impacchettato e servito a pranzo e cena tutti i giorni. Basterebbe per un attimo distogliere lo sguardo, capire che le cose magari stanno in un altro modo diverso da come vogliono farci credere. Per esempio tutti  in questi  giorni parlano del debito pubblico: ci fosse uno di quei coglioni strapagati che blaterano minchiate che avesse spiegato bene che cos’è e come si genera. Cercate su Google “signoraggio bancario”. Fatevi una vostra idea della cosa. Come questa ci sono un altro miliardo di verità nascoste. Sta tutto nell’informarsi. In uno scenario del genere diffidare dall’informazione dominante non può altro che essere una cosa positiva. Internet è una risorsa immensa, ma bisogna stare attenti a non rincoglionirsi anche lì. La coscienza collettiva non cambia se prima non cambiamo la nostra percezione delle cose, soprattutto se non ci facciamo una nostra opinione personale mettendo anch’essa in discussione. In Italia tutti credono di avere la propria opinione, ma siamo cosi sicuri che è il prodotto di cose di cui ci siamo accorti da soli o cose che ci hanno detto di sapere e basta?! Dobbiamo cercare di costruirci un futuro mettendo in discussione il presente. Dobbiamo trovare la nostra via di fuga.

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