Previsioni meteo sbagliate, danni per il turismo del Cilento

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E’ tempesta di fulmini sui rapporti tra gli operatori turistici del Cilento e i meteorologi italiani. Il weekend appena trascorso ha fatto registrare una percentuale con il segno negativo da Capaccio fino al Golfo di Policastro. Le più colpite Acciaroli, Palinuro e Camerota ma la situazione è pressoché uguale nelle altre località distribuite lungo tutta la fascia costiera del Cilento. Il meteo sugli smartphone dei turisti segna pioggia, sabato a domenica (escluso qualche episodio sporadico) sul Cilento splende il sole. Dilagano sui social e nelle piazze le proteste degli albergatori e dei titolari delle attività economiche del litorale che si sentono penalizzati dalle sbagliate previsioni che spingono i pendolari a stare a casa davanti a un film piuttosto che a prendere la strada del mare. Un refrain che si ripete da anni. 

Le testimonianze

«Sono molto arrabbiato con questi tipi del meteo – fa sapere il titolare di un lido balneare situato lungo lo spiaggione del Mingardo a Camerota – o pubblicano le previsioni, ma mi riferisco anche alla televisione, e ci pubblicano anche la percentuale di attendibilità oppure dobbiamo chiedere i danni a questi signori perché non è possibile che per il fine settimana fossero previsti temporali mentre la gente poteva abbronzarsi in spiaggia. Ci spieghino che cosa hanno studiato e soprattutto perchè sono tanto accaniti con il Sud Italia». «Qui si vive di turismo – dice un albergatore di Palinuro – e il nostro futuro e le nostre tasche non possono dipendere da qualcuno che, scrivendo che ci sarà pioggia o ci sarà temporale, ci svuoti gli alberghi, i villaggi, le spiagge e le nostre bellissime località. Questo fatto si ripete a Pasqua e in estate, in pratica in ogni periodo che il Cilento viene invaso da centinaia di migliaia di turisti». La polemica, infatti, si ripresenta quasi ogni anno, soprattutto a inizio stagione, quando la scelta di fine settimana in spiaggia, soprattutto tra aprile, maggio e giugno, è dettata soprattutto dalle condizioni del meteo. Una polemica che, quando è prevista la pioggia e poi arriva il sole, porta gli operatori turistici a lamentarsi. Giustamente.
 
Class action
«Se parli con quelli del meteo si lavano subito le mani dicendo che loro forniscono delle previsioni che sono probabili e non accertate al cento per cento – afferma il proprietario di un bar di Scario – intanto però le persone restano a casa e le nostre attività sono vuote. Sai quanto perdiamo in un weekend di giugno se non viene nessuno a Scario? Meglio che non te lo dico». Intanto si pensa ad un’azione collettiva. Nel 2014, a Rimini, si è consumato l’ultimo atto di una infinita querelle, durante la quale l’Associazione Albergatori di Rimini ha espressamente consigliato chiunque di non affidarsi a siti che applicano il cosidetto “meteoterrorismo” ed ha cercato di intraprendere vie legali contro questo tipo di (dis)informazione. La vicenda ha rappresentato, forse, il primo caso in cui gli albergatori, gli operatori e chiunque fosse stato danneggiato, abbiano fatto una distinzione tra i meteorologi (quelli veri) e gli annunciatori di catastrofi; insomma, in qualche modo l’azione dell’Associazione in questione era in qualche modo condivisibile. Ma non ha portato a nulla di buono.
 
Il consigliere provinciale
«Aprite le finestre, spegnete i webmeteo (diffusori seriali di dolore)…saluti da Scario e dalle sue acque…adesso tuffo!». A scriverlo sui social, nella giornata di domenica 17 giugno, è Pasquale Sorrentino, Vice Sindaco di San Giovanni a Piro e Consigliere Provinciale. Anche i politici, dunque, contro il «terrorismo psicologico» diffuso dai siti che lanciano le previsioni meteo.

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