Aspettando Voci dal Sud: intervista ai Glitterball

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Sono in due, sono di Pescara e già si sono fatti notare nel Cilento con un live tutto da ballare al PMC Music Contest di Vallo della Lucania: sono i Glitterball.

L’1 agosto suoneranno insieme ai Subsonica a Sant’Arsenio in occasione di Voci dal Sud.

Li abbiamo intervistati.

D: Voi nascete come trio, chitarra, basso/synth e batteria. In seguito avete perso l’elemento “batteria” che avete prontamente rimpiazzato tramite l’utilizzo delle loop station, a mio modesto avviso riuscendo a mantenere alta la vostra offerta se non addirittura migliorandola. Vi sentite a vostro agio come duo o state pensando di reinserire un batterista all’interno della band?
R: Il nostro batterista è e rimarrà sempre e solo Simone, senza di lui, preferiamo rimanere in due. E’ una questione nata tra noi tre. Ed è già avviata, quindi per adesso stiamo molto bene cosi.

D: Nonostante siate in due dal vivo avete una tenuta di palco che farebbe invidia a molte band già rodate: cos’è cambiato anche a livello di impatto live da quando siete un duo?
R: Fondamentalmente è stato l’ elevato numero di live tenuti quest’anno a farci prendere padronanza del palco. Ed il fatto che dopo se qualcosa non ci è piaciuta ci sentiamo liberi di prenderci anche a calci , cosa che con elementi  extra non si può fare per questioni di civiltà a noi estranee.

D: Fra album e partecipazioni a festival di tutto rispetto (avete aperto una data a Goran Bregović, fra le varie) vi state ritagliando uno spazio del tutto personale all’interno della scena indie italiana: siete soddisfatti dei risultati raggiunti fin’ora?
R: Parteciperemo a Maremoto Festival con Gli Aucan, questo per noi è un bel traguardo. Non siamo soddisfatti dei risultati ottenuti perchè rimaniamo pur sempre una delle tante band del sottobosco. Ci stiamo facendo il culo per fare la nostra musica e diffonderla il più possibile, il resto sono gioe passeggere.

D: Una cosa che mi ha colpito particolarmente vedendovi dal vivo è stato l’uso eccelso dell’effettistica sulla chitarra. C’è qualche chitarrista in particolare che ha influenzato questo stile?
R: Le influenze sono troppe, e spesso neanche troppo volute. Questo per lo meno per quanto riguarda la composizione degli ultimi brani. Stiamo come si suol dire facendo disinformazione sui nostri cervelli, allo scopo di comporre con più libertà. Se notiamo che qualcosa ci ricorda altro, la scartiamo. Non essendo onniscienti non possiamo che evitare di copiare coscientemente , ma l’ originalità non è concessa. Il background di Gio è dichiaratamente UK nel sound e nella scelta dei pedalucci. Ma stiamo discontandoci parecchio dai nostri gusti personali di ascolto, proprio perchè ci piace la contaminazione sonora e armonica.

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D: E in generale invece quali sono le vostre influenze?
R: La composizione dei brani è influenzata da altre forme artistiche quali la fotografia, il cinema o la letteratura. A volte si fa riferimento a un preciso contesto musicale per riassumerne le caratteristiche salienti come puro esercizio compositivo e ne viene fuori qualcosa che ci soddisfa. In generale siamo orientati a dare un tiro rock e psichedelico alla nostra musica.

D: Come nascono i vostri brani?
R: Per puro caso. A volte sono già tutte pronte nella testa, altre volte si va per rifare una canzone per gioco e ne viene fuori un’ altra che non c’entra un cazzo, altre volte si ascolta il minimalismo di certi pianisti di inizio novecento per estremizzarli fino a farli diventare rock e ne viene fuori un brano nuovo, alcune volte sono imitazioni di suoni del linguaggio umano in chiave ironica a ispirare un certo riff di synth e poi si costruisce un discorso in chiave surf per dargli un tono allegro, a volte cade uno strumento e la dissonanza è cosi bella che… a volte…

D: Voi siete di Pescara. Dopo la tappa al PMC tornerete di nuovo nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano: ci eravate mai stati in precedenza e come vi siete trovati?
R: E chi se lo ricorda…:)

D: Nel Cilento ci sono da sempre pochi spazi per la musica, soprattutto forse perché non c’è un pubblico avvezzo a un certo tipo di cultura. A Pescara com’è la situazione?
R: Idem cum patate. Questo discorso ci avvilisce e sinceramente ultimamente ci fa anche sorridere. La gente qui preferisce fare l’aperitivo piuttosto che andare a un concerto. Cin Cin. Pro Sit. E intanto hanno chiuso il Mono e il Wake Up, locali storici per concerti. Ergo come direbbe Elio Petri: A ognuno il suo.

D: Progetti futuri?
R: Far uscire il nostro terzo disco nel 2012. Suonare, suonare, suonare.

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