“I racconti dell’ernia”: intervista ai Kyla’s Tales, giovane band di Agropoli

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Sono giovanissimi (non hanno ancora compiuto i 18 anni), sono in tre (Massimiliano D’Alessandro – vocalist, compositore, chitarra solista; Rocco Lancellotti – batteria; Raffaele Di Biasi – basso), sono di Agropoli ed hanno già alle spalle un primo EP, “Cortisone”.

Attualmente stanno lavorando (insieme a Daniele Amoresano, in arte Healty God) a nuovi brani in studio.

Abbiamo voluto scambiare qualche chiacchiera con i Kyla’s Tales.

D: Presentatevi ai nostri lettori.
R: Ciao! Siamo tre schizzati mentali provenienti da Agropoli! I Kyla’s Tales!

D: Da cosa derive il nome Kyla’s Tales?
R: In origine “kylù” (ovvero “ernia” in ceco, in seguito americanizzato come “kyla”) deriva dall’ernia al disco che ho avuto. “Tales” rappresenta i nostri pezzi, ovvero i nostri racconti della personale visione che abbiamo sulle cose in forma musicale. Siccome per un buon 70% i pezzi li formo a casa, prima di portarli in sala, Raffaele ed io abbiamo deciso di usare il nome Kyla’s Tales: “I racconti dell’ernia”.

D: Leggo che avete iniziato suonando sotto un ponte “con batteria improvvisata da lavello, mazze di legno e fari di furgoncino rotti e chitarra acustica”: raccontateci di questa esperienza.
R: Quella è stata proprio una delle fasi embrionali del nostro gruppo. Ricordo che dopo le lezioni di percussioni nelle vacanze estive Rocco(il batterista) spesso veniva a trovarmi a casa con i Red Hot a palla nelle cuffie. Girovagando sotto il ponte vicino casa mia trovammo un lavello, io ero munito di acustica e cominciammo a strimpellare per puro divertimento, ma mettendo su una vera e propria “sala prove” formata appunto da fari rotti come piatti, cassette per la frutta come rullante, cerchione di camion come timpano e così via.

D: I ponti ricordano un po’ Kurt Cobain, così come la vostra musica: che rapporto avete con la sua figura?
R: Comincio con il dire che Kurt è stata la ragione per cui un anno dopo gli eventi narrati nella domanda precedente abbiamo formato un gruppo. La sua immagine è stata fondamentale sotto molti aspetti, dal capire come comporre un pezzo al modo migliore per alternarne le fasi calme a quelle più distruttive. Sono cresciuto molto a livello tecnico e personale grazie ai Nirvana. Siccome spesso passavo le giornate ascoltandoli al massimo volume in cuffia mi informavo delle strumentazioni sul palco e in studio e, grazie a questo, siamo stati più o meno pronti quando abbiamo messo piede la prima volta in studio. Per qualche anno Kurt e i Nirvana sono stati una figura molto importante per noi, ma già da circa un anno ci siamo spostati verso altri lidi per incastrare un sound molto più personale che ci rappresenti per il prossimo EP.

D: Quali sono le band a cui vi ispirate?
R: Scrivo quelle a cui ATTUALMENTE ci ispiriamo: Health, i Verdena di “Wow”, Flaming Lips, Eels, Sparklehorse, Pink Floyd, Liars, Radiohead.

D: Leggo che all’inizio infastidivate il vicinato: raccontateci di come vi hanno fatto notare che disturbavate.
R: Come si dice qui da noi spesso c’erano “zeppate”, ovvero frecciate riguardanti l’ora o per quanto ne avremmo avuto ancora e cose del genere.

D: Credete sia facile fare musica (ed emergere) nel Cilento?
R: Qui, come in tutto il resto del mondo, sia possibilissimo fare musica di qualsiasi tipo. Anzi, ultimamente si stanno creando davvero tante belle realtà musicali e siamo contenti di ritrovarci in mezzo a loro. Per la questione di emergere devo dire che lì la situazione si fa più difficile siccome le organizzazioni che vogliono dare spazio alle nostre band non vengono supportate come si dovrebbe e questo comporta a ritrovarsi in realtà interessantissime ma che faticano a crescere come meriterebbero. E, aimè… anche l’età è una di quelle cazzate che influenza non poco il giudizio da parte della gente.

D: Cosa state facendo attualmente? Progetti attuali e futuri?
R: Abbiamo vari progetti in dirittura di arrivo, dei quali uno di quelli più importanti avrà la partecipazione anche di Healthy God (Daniele Amoresano), ma nelle vesti del fonico spaccaculi che è: il tutto si vedrà per gli inizi di aprile. Da dopo la fine di aprile inizieremo le registrazioni per il prossimo EP di cui già da adesso posso dire che sarà molto più maturo rispetto al predecessore e richiederà un orecchio più paziente per essere apprezzato a pieno.

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