Aspettando Voci dal Sud: intervista ai Lenula

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Sono di Brindisi, si sono classificati secondi al PMC Music Contest di Vallo della Lucania e sono pronti a dividere la scena a Voci dal Sud di Sant’Arsenio con i Subsonia l’1 agosto: sono i Lenula.

Li abbiamo intervistati.

D: Presentatevi ai nostri lettori.
R: L’enula è una pianta medicinale perenne che cresce spontaneamente. Dalle sue radici gli antichi estraevano un liquore ritenuto rimedio universale contro tutte le malattie: da questo nasce il nome “Lenula”. I Lenula sono nati alla fine del 2007, l’idea è nata in Emilia Romagna, perché io (Gabriele) e Fabio vivevamo lì per lavoro. Al ritorno da quella parentesi emiliana abbiamo incontrato Ciro che entra a far parte della band.

D: Siete una formazione peculiare: un trio alla Doors senza basso che viene suonato “a mano” su un Fender Rhodes dal vostro tastierista, Ciro Nacci. Com’è nata questa scelta?
R: Be, la scelta è stata quasi casuale, nel senso che abbiamo messo su un trio senza porci neppure il problema di trovare il bassista. Il gruppo è nato quasi da solo, fra noi si è creata un forte armonia umana e artistica; in pratica non ci siamo neppure posti il problema se mancasse il basso o il clarinetto o quant’altro. All’inizio suonavamo con piano e synth, quindi i bassi li suonavo con le basse del piano. Con l’andare del tempo abbiamo cominciato a sentire l’esigenza di trovare un groove più grosso, più rotondo. Ho cominciato a fare ricerche su strumenti che conoscevo, piano bass della fender e il synth bass della honher. Ho acquistato un fender piano bass dall’America, mi è arrivato che tutta la tastiera era bloccata, lì mi son detto: è un bidone. Invece il problema era che nel viaggio tutta la tastiera si era spostata e quindi non scendeva giù. Abbiamo cominciato a provare con questo strumento e da subito abbiamo capito che il nostro bassista era arrivato. Il gruppo era completo.

D: La vostra proposta musicale pesca direttamente dagli anni ‘60/’70, in un misto di psichedelia, beat, cantautorato e passaggi molto vicini al progressive: quali sono le vostre influenze musicali?
R: Gli artisti che ci hanno segnato sono tanti, e forse gli stessi per tutti e tre, anche se ognuno proviene da “scuole” differenti. Gabriele è cresciuto con il blues, il jazz e il rock psichedelico: Doors, Pink Floyd, Led Zeppelin; Chet Baker, J.L. Hooker, Tom Waits, Bob Dylan, F. De Andrè, P. Conte, L. Battisti. Ciro deriva da una formazione classica e progressive: Genesis, Banco del mutuo soccorso, Area, Chik Corea, Herbie Hancock, De Andrè, il cantautorato francese, musica classica. Fabio invece è stato segnato da gruppi come Tool, Led Zeppelin, Doors, Who, Jeff Buckley.

D: I vostri brani sono molto dilatati, evolvono nel tempo e non seguono necessariamente una linea precisa: qual è il vostro approccio alla composizione? Scrivere tutti o c’è un principale compositore?
R: Di solito non utilizziamo la forma canzone, perché la musica nasce solitamente come rimando alla poesia. I versi non seguono strutture o metriche precise, la forma è totalmente libera, di conseguenza neppure le strutture musicali hanno disegni lineari. Utilizziamo, all’interno della forma libera, temi che ricorrono e si ripropongono durante il brano. I brani nascono dalla penna di Gabriele su cui andiamo a ricamare suoni e musica.

D: La vostra proposta musicale è alquanto ostica e selettiva: avete paura che questo possa essere un ostacolo?
R: Noi sinceramente non crediamo che la nostra proposta sia ostica e selettiva. Se si guarda con gli occhi di un ascoltatore pigro, abituato ad usufruire delle proposte musicali che vengono dai reality, dal mainstream o dalle grandi major, i Lenula possono risultare ostici. Malgrado ciò c’è una grande fetta di ascoltatori affamati di ricerca musicale e di cui bisogna tenerne conto.

D: Avete suonato al PMC di Vallo della Lucania classificandovi secondi e ora suonerete a Voci dal Sud di Sant’Arsenio. Voi siete di Brindisi: eravate mai stati nel Parco del Cilento e Vallo di Diano e cosa vi ha colpito di più di questi luoghi (se avete avuto il tempo di visitarli)?
R: Siamo rimasti piacevolmente colpiti dal vostro ambiente, dai boschi che vi circondano, fiumi, laghi, rapaci. In queste ultimi settimane siamo stati anche in Irpinia e abbiamo riscontrato, nelle vostre zone, un calore umano assurdo, un’accoglienza famigliare strepitosa.

D: Nel Cilento noi siamo messi abbastanza male: pochi luoghi di scambio culturale, poco interesse da parte dei giovani, poche opportunità. A Brindisi com’è la situazione?
R: La Puglia sta vivendo una stagione culturale strepitosa, grazie a delle scelte importanti che sta facendo, ai progetti che propone. C’è molta propensione allo sviluppo culturale della regione; il problema del sud in genere e che purtroppo si vengono a che creare delle lobby, dei muri invalicabili che non riesci a superare se non sei inserito nei sistemi grossi della politica.

D: Invece qual è la condizione della musica in Italia?
R: La musica Italia è rarefatta oramai, non ci sono più i vecchi filoni di un tempo e forse questo è un vantaggio. E un po’ come la politica, non ci sono più i grandi riferimenti; questo ci dovrebbe far capire che siamo in una fase piuttosto negativa del periodo storico che stiamo attraversando; dovremmo essere noi a inventare, a risollevare la dimensione sociale e umana del nostro popolo. Il problema è che la gente è indotta a cercare certezze che ha acquisito. In Italia si sono molte etichette indipendenti che lavorano molto bene, ma si fa fatica a tirare avanti e dover competere con mercati discografici imponenti. Siamo in periodo in cui si può produrre un disco anche a casa, il problema è farlo uscire da casa, trovare i canali giusti.

D: Progetti attuali e futuri?
R: Il futuro per una band emergente come la nostra è incerto, diciamo che siamo di fronte ad una situazione di “emergenza”, serve far partire i motori. Diciamo che i motori dei Lenula sono accesi, si suona, per fortuna, stiamo girando tanto in Puglia e in Italia, ma con grandi sacrifici. Ci sono buone possibilità per l’anno prossimo ma per il momento non possiamo dire di più, scaramanzie…

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