Intervista ai Linekurve, band di Agropoli in uscita il 29 giugno con la prima prova in studio

Sono in 4, sono di Agropoli e stanno per uscire con una prima prova omonima: sono i Linekurve.

Per l’occasione li abbiamo intervistati

D: Presentatevi ai nostri lettori.
R: Siamo i Linekurve, una band di Agropoli nata alla fine del 2011. Siamo Giovanni Carbone (voce e chitarra), Simone Lorusso (chitarra e tastiere), Cristian Pinto (basso) e Cristian Di Luccio (batteria e percussioni).

D: Come vi siete conosciuti e quando è nata l’idea di mettere su una band?
R: Beh, il nucleo originario della band esisteva già, in quanto proveniente da un gruppo precedente: ci conosciamo quindi da diversi anni. La voglia di rimettersi al lavoro su qualcosa di completamente nuovo ci ha messo alla ricerca di un nuovo cantante e ha creato i presupposti per la nascita della band.

D: Quali sono le band a cui vi ispirate principalmente?
R: I nostri ascolti sono svariati, ma abbastanza simili: ci siamo trovati subito bene fra di noi anche per questo. Siamo tutti grandi ascoltatori dei Pink Floyd e di molta musica inglese, ma le maggiori fonti di ispirazioni per la band arrivano dalla new wave italiana (Litfiba, Diaframma, ecc), quella britannica (Cure, Joy Division, Bauhaus, ecc) e dal rock italiano in generale, soprattutto Timoria, CSI e Marlene Kuntz.

D: C’è un compositore principale fra di voi o scrivete insieme?
R: Quando ci siamo ritrovati a suonare la prima volta e a mettere assieme le idee arrivavamo da esperienze e stili abbastanza diversi: abbiamo messo assieme vecchi pezzi, scritti da ognuno di noi, con cose completamente nuove, composte assieme. Ogni pezzo ha finora una genesi differente, ma quasi tutti i testi sono stati composti da Giovanni, mentre gli arrangiamenti sono curati all’unisono.

D: Dove avete registrato l’album?
R: Il disco è completamente autoprodotto e curato da noi fino ai più piccoli particolari. Siamo stati moltissimo tempo in sala per curare i suoni e gli arrangiamenti, ma siamo molto soddisfatti del risultato.

D: Avete contattato qualche etichetta o avete deciso da subito di creare un prodotto DIY?
R: Abbiamo da subito pensato di autoprodurci e registrare tutto in sala prove in modo da avere il massimo controllo sul nostro lavoro, senza mediazioni, avendo così più tempo per dedicarci alla cura dei particolari. L’idea era quella di partire con un disco che ci permettesse di farci conoscere, per poi valutare possibili collaborazioni con un’etichetta.

D: Com’è la situazione per la musica e la cultura nel Cilento? È diversa rispetto a quella italiana?
R: Nel Cilento esistono moltissime realtà musicali e culturali di spessore, molti talenti che spesso, purtroppo, restano inespressi o con poche prospettive di crescita: sono purtroppo poche le strutture e poca è la voglia di dare voce a queste realtà. Tutto l’ambito culturale e artistico italiano, a nostro avviso, non nutre di ottima salute, ma purtroppo il nostro territorio subisce più di altri questa  situazione.

D: C’è qualcos’altro che il pubblico dovrebbe sapere su di voi?
R: Deve sapere senz’altro che il 29 giugno uscirà il nostro primo lavoro, acquistabile presso i maggiori store online e ai nostri concerti, e che ci troveranno in giro per diverse serate estive. Il 6 luglio presenteremo ufficialmente il disco allo Sherwood di Agropoli: le nuove date saranno aggiornate man mano sul sito e sulle nostre pagine.