Dal rifugio agricolo può nascere energia, con i distretti rurali la nuova sfida parte dal cuore degli Alburni

Accanto alla filiera della castanicoltura, dell’olio e del vino prende forza la nascita di una filiera bio agro energetica, capace di rendere produttivo ciò che oggi viene buttato via. Dagli scarti di potatura e da quella agroalimentare, ma anche dal letame degli allevamenti, può nascere energia pura, mettendo in rete, soprattutto in un’area vasta come il Cilento, piccoli impianti di produzione energetica.

E’ nell’ambito dell’incontro sul riconoscimento dei ‘distretti rurali, agroalimentari di qualità e di filiera’ che si è tenuto venerdì 26 settembre a Corleto Monforte, nel cuore degli Alburni, che questo progetto ha trovato la sua consistenza.

E’ il Comitato Promotore dei Distretti che fa capo all’ente per lo Sviluppo sostenibile ’i piccoli campi’ a lanciare questo segmento che si collega perfettamente al ‘progetto integrato per un’economia rigenerativa’. Infatti il segmento delle bio agro energie garantisce un nesso inscindibile con il territorio e le aziende agricole.

«Si tratta di una filiera determinante e trasversale – spiega Anna Pina Arcaro, responsabile del comitato promotore – in quanto alimentata da materiale di potatura, di manutenzione forestale e da scarti di produzione agroalimentari di tutte le restanti filiere, che va verso un’organizzazione distrettuale per un’agricoltura certificata, auto sostenibile e rigenerativa».

E così mettendo in rete diversi micro impianti di produzione di energia che saranno ben localizzati e distribuiti sul territorio, compatibili con i vincoli delle aree protette, si potranno usufruire degli incentivi sia elettrici che termici. Il ricavo economico potrà così essere determinante da convertire in un ‘fondo sovrano verde’ (gli investimenti che saranno necessari), indispensabili per l’avvio ed il sostegno della costituzione e per la crescita graduale dei Distretti agricoli.

Pienamente in sintonia con questo progetto è Eduardo Doddato, presidente della comunità montana Alburni: «Sono pienamente convinto che per dare un imput alla nostra economia che vive una forte crisi, c’è bisogno di nuovi progetti, e questo relativo alla filiera ‘Bio agro energetica’ sposa in pieno le potenzialità di quest’area. Il tutto valorizzando il grande patrimonio agricolo e forestale degli Alburni, con la nascita anche di nuove imprese agricole forestali».

Questa opportunità piace anche al ‘padrone di casa’, Antonio Sicilia, sindaco di Corleto Monforte: «Questa è una grande occasione per lo sviluppo locale, non possiamo farcela sfuggire, e occorre necessariamente fare rete, altrimenti saremo tutti perdenti».

«Un buon esempio di distretto che funziona è quello della Maremma Toscana – spiega Rossella Guadagno del consorzio universitario per la ricerca socio economica per l’ambiente (Cursa) – un distretto rurale nasce come modello economico, ed è importante la concertazione e la collaborazione tra imprese, enti locali e istituzioni. Va aggiunto poi il valore economico del ‘servizio ecosistemico’ che un’area verde come il Cilento contribuisce ad apportare a tutto il territorio».

E’ Rosa Pepe del Cra per l’orticoltura di pontecagnano, grazie alla sua esperienza sul campo, a incentrare il discorso sull’importanza della ricerca: «Con i Distretti ci sarà un nuovo approccio per tutta l’agricoltura – spiega Pepe, agronomo – si punterà solo sulla qualità e sul recupero delle vecchie produzioni. Abbiamo potenzialità importanti che vanno sfruttate e il valore aggiunto è determinato dal fattore umano. Il consumatore chiede il prodotto del territorio ed ogni produzione deve essere distinguibile con una propria identità».

Gennaro Mucciolo, consigliere regionale e primo firmatario della legge sui distretti approvata l’11 agosto dalla Regione Campania, sollecitato dalle domande della giornalista Annavelia Salerno, moderatrice dell’incontro, non può non dichiararsi «estremamente soddisfatto di come è nata questa legge e dell’entusiasmo ed interesse che in tutti i settori si sta manifestando intorno al Comitato promotore. Nell’iter di approvazione siamo stati aiutati anche dalle organizzazioni di categoria – aggiunge Mucciolo – che ritengono sia uno strumento fondamentale per le aree interne, anche grazie alle agevolazioni fiscali previste. I distretti potranno diventare un formidabile strumento di governance del territorio».