Rifugiati o turisti, la rivolta di Roscigno: spunta una lettera anonima

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Rifugiati o turisti, la rivolta di Roscigno: spunta una lettera anonima

Inevitabilmente a ciascun uomo è dato un destino ed è inutile prendere a calci il vento. I rifugiati a Roscigno ci hanno raccontato brevemente le loro vite, per pochissimi minuti abbiamo attraversato le mura invalicabili dello spazio e abbiamo toccato la polvere delle loro terre; perché la patria è un concetto che ha a che fare con i legami, non può avere confini politici, la patria è il legame imprescindibile che ognuno di noi ha con la propria storia.

Armenia, Dakar, Somalia, Nigeria ed Eritrea sono i paesi dai quali provengono i rifugiati politici stanziati a Roscigno; passare da contesti così vasti che sfiorano le vicende della storia contemporanea ad un piccolo borgo, che è riflesso di un mondo globale che non sfiora, dev’essere stato forte anche per i rifugiati. A Roscigno c’è una quiete disarmante e sarà stato l’abituale silenzio a far sembrare una rivolta quella del passato 23 giugno. Gli ospiti di entrambi i centri, quello ai piedi del paese e quello ubicato presso la struttura a cinque stelle nei pressi della piazza, hanno parlato con noi del Giornale del Cilento nelle loro lingue e non hanno fatto trasparire sconforto, sembravano sicuri e ben nutriti. Grazie al comandante dei vigili urbani Lorenzo, abbiamo visitato con alcuni civili le strutture constatando l’assenza di disagio. Non vi è nemmeno l’eco del razzismo e gli ‘ottusi’ cilentani hanno saputo accogliere ed integrare questi esodati, comprendendo a pieno il loro disagio. La ‘rivolta’, come la lettera anonima pervenuta a noi giornalisti, sembrerebbe a ragion veduta una montatura mediatica. Lettera in cui i rifugiati parlano di pessime condizioni di vita e poche attenzioni. Il sindaco Pino Palmieri è stato interpellato in merito e chiesto se potesse esserci dietro anche una regia politica in seguito agli sviluppi delle vicende elettorali che hanno caratterizzato Roscigno negli ultimi due anni e portato al ribaltamento del risultato elettorale del 2012 nelle scorse elezioni amministrative dove si è tenuto il ballottaggio, decretato dalla Corte d’Appello, tra Mazzei e Palmieri. Palmieri non ha confermato tale lettura ma non l’ha neanche smentita.

Il sindaco Palmieri in virtù della sua carica ha l’obbligo di vigilare sui centri, ma ricordiamo che eredita la Sprar dall’amministrazione Mazzei. I rifugiati sono rimasti da soli con noi del Giornale del Cilento, dunque avrebbero potuto rilasciare liberamente dichiarazioni. Dalle loro parole emergevano solo i racconti sfocati del centro di Lampedusa e delle famiglie che si lasciavano nelle guerre civili dei loro paesi. Hanno ogni sorta di confort nei centri, strutture innovative e tempo completamente libero da poter dedicare alle loro attività ludiche preferite. Un ‘Otium’ che molti roscignoli si scordano, poiché devono necessariamente sbarcare il lunario per mantenere le loro famiglie. Tra le altre cose la presenza dei rifugiati a Roscigno ne ha incrementato l’economia e l’ha momentaneamente ripopolato, spiega il sindaco Palmieri. Se c’è stata una rivolta, noi non abbiamo visto ceneri e se ci saranno tumulti lo documenteremo, ma per ora c’è un’armonia lontana dalla presa della bastiglia.

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