Un escursionista è stato protagonista di un complesso intervento di soccorso nelle scorse ore sul Monte Cervati, la vetta più alta della Campania, dopo essere caduto e aver riportato una sospetta frattura agli arti inferiori. L’incidente è avvenuto in un tratto particolarmente scosceso della montagna, rendendo le operazioni di recupero estremamente complesse e richiedendo l’intervento congiunto di un’eliambulanza e del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS).
Incidente in quota: dinamica e allarme
L’allarme è scattato tempestivamente a seguito della caduta dell’uomo, scivolato durante un percorso sul Monte Cervati. Le prime ricostruzioni indicano che l’escursionista avrebbe subito lesioni significative, con un forte sospetto di frattura agli arti inferiori. La posizione del ferito, situato in una zona impervia e di difficile accesso, ha immediatamente evidenziato la necessità di un’operazione di soccorso specialistica e coordinata. La macchina dei soccorsi si è attivata rapidamente per far fronte alle difficoltà ambientali del sito montano.
Difficoltà logistiche per il recupero in alta quota
Le caratteristiche orografiche del Monte Cervati, noto per le sue asperità, hanno rappresentato la principale sfida per i soccorritori. La natura del terreno, in particolare il tratto scosceso dove l’escursionista è caduto, ha impedito un recupero via terra rapido e sicuro. Per ovviare a queste difficoltà e raggiungere celermente il punto dell’incidente, è stato mobilitato un’eliambulanza. Nonostante la rapidità con cui il mezzo aereo ha raggiunto la quota, le fasi successive del recupero si sono rivelate intricate a causa della conformazione del sito e delle condizioni del ferito, richiedendo una manovra di recupero particolarmente delicata e precisa.
Il ruolo cruciale del soccorso alpino e speleologico
Per garantire l’efficacia dell’intervento e supportare l’equipaggio dell’elicottero nelle operazioni in quota, sono stati allertati e impiegati gli esperti del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). Gli uomini del CNSAS hanno giocato un ruolo fondamentale, mettendo in atto le tecniche di recupero in ambiente ostile necessarie per stabilizzare l’escursionista. Grazie alla loro esperienza e professionalità, il malcapitato è stato adeguatamente preparato per il trasporto e affidato in sicurezza alle cure dei sanitari, che lo attendevano per le necessarie valutazioni mediche e il successivo ricovero. L’intervento ha dimostrato ancora una volta l’importanza della sinergia tra le diverse squadre di emergenza per affrontare situazioni critiche in alta montagna, dove la rapidità e la specializzazione sono determinanti per la salvaguardia della vita umana.




