Le preferenze degli studenti che devono iniziare l’Università riflettono dinamiche profonde legate non solo alle aspirazioni personali, ma anche alle opportunità professionali e alle tendenze del mercato del lavoro. I dati sulle immatricolazioni universitarie per l’anno accademico 2024/2025 mostrano un quadro in cui la domanda formativa è in crescita e alcune aree disciplinari si confermano più attraenti di altre per chi entra all’università dopo il diploma.
Secondo i dati ufficiali del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), il totale delle nuove immatricolazioni nel 2024/25 ha raggiunto 307.924 studenti, segnando un leggero aumento dello 0,9% rispetto all’anno precedente. Le donne rappresentano oltre la metà delle nuove iscrizioni (circa il 57,3% del totale), confermando un trend di lungo periodo in cui la componente femminile è predominante nel primo accesso all’università.
In questo contesto, la scelta delle facoltà riflette una chiara gerarchia: i settori giuridico, economico e sociale si confermano quelli con il maggior numero di iscritti, raccogliendo oltre un terzo delle immatricolazioni totali. Questi ambiti includono corsi in economia, management, diritto e scienze politiche, e continuano a essere percepiti come percorsi con solidi sbocchi professionali e trasversali.
Subito dopo, in termini di attrattiva, si collocano le discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche — note collettivamente come STEM — che raccolgono circa il 28,6% delle nuove iscrizioni. All’interno di questo gruppo, corsi come ingegneria industriale e dell’informazione continuano a registrare una forte domanda, spinti dall’espansione del settore digitale e delle tecnologie dell’informazione.
Parallelamente, il settore sanitario e agro‑veterinario ha attratto un numero significativo di neoiscritti, con circa il 18,4% delle matricole concentrate in ambiti come medicina, scienze infermieristiche, professioni sanitarie e farmacologia. Il crescente interesse verso percorsi legati alla salute riflette sia la stabilità professionale percepita e sia un generale aumento della consapevolezza dell’importanza delle competenze mediche nell’era post‑pandemica.
Al contrario, le discipline umanistiche, artistiche ed educative raccolgono una quota più contenuta di nuovi iscritti (circa il 17,6%), nonostante una loro rilevanza culturale indiscussa. All’interno di queste aree, corsi come psicologia e scienze della formazione mostrano un interesse in crescita, anche se restano marginali rispetto alle scelte maggioritarie.
Un altro fenomeno degno di nota nel sistema universitario italiano è il ruolo crescente delle università telematiche: grazie alla flessibilità dell’apprendimento online, queste istituzioni hanno incrementato significativamente il loro bacino di iscritti. Nel 2024/25, le università telematiche hanno raccolto centinaia di migliaia di studenti, contribuendo in modo rilevante alla popolazione studentesca complessiva e rappresentando oltre il 10‑15% degli iscritti in tutto il Paese.
Numeri come quelli registrati negli atenei tradizionali — ad esempio l’Università di Padova, considerata tra i più grandi e con un ruolo di primo piano nelle preferenze studentesche — illustrano la vitalità del sistema accademico nazionale, dove l’offerta formativa si adatta costantemente alle aspettative di giovani in entrata.




