25 Febbraio 2026
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Salerno, il giardino che cambiò la medicina: il segreto verde della Schola Medica Salernitana

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Salerno, il giardino che cambiò la medicina: il segreto verde della Schola Medica Salernitana

Mentre il grande pubblico spesso associa Salerno al suo lungomare elegante o alla celebre Luci d’Artista natalizia, nel cuore del centro storico si trova un luogo che pochi conoscono ma che ha lasciato un segno profondo nella storia della cultura occidentale: il Giardino della Minerva.

Nel dedalo medievale delle vie salernitane, tra le arcate degli antichi palazzi e le pietre consumate dal tempo, sorge un orto che non è solo un giardino. È, per molti storici, uno dei progenitori dei moderni giardini botanici europei: un laboratorio vivo di piante medicinali utilizzate nella nascente pratica medica del XII secolo.

Un giardino “d’invenzione” antica

La storia documentata del Giardino della Minerva risale almeno al XIII secolo. Qui, Matteo Silvatico, medico e professore della Schola Medica Salernitana – considerata da molti studiosi la prima vera scuola di medicina d’Europa – coltivava erbe officinali e specie botaniche usate per curare malattie e comprendere l’efficacia delle piante terapeutiche.

La struttura, oggi restaurata con terrazze e percorsi panoramici, sorge dove un tempo si trovava il “viridarium”, ossia l’orto dove i medici medievali facevano esperienze dirette con le piante, prima di prescriverle ai pazienti. In un’epoca in cui ancora si mescolavano tradizioni popolari, erboristeria e primi accenni di scienza clinica, quel giardino rappresentava un laboratorio di osservazione e conoscenza.

Un’eredità sottovalutata

La fama internazionale della Scuola Medica Salernitana – che tra l’XI e il XIII secolo attirava studenti da tutta Europa e dal Mediterraneo – è ben documentata nei manuali di storia della scienza. Tuttavia, la dimensione pratica del sapere medico, conservata in angoli come il Giardino della Minerva, resta spesso nell’ombra rispetto ai grandi monumenti cittadini come il Duomo o il Castello Arechi.

Oggi il giardino è uno spazio pubblico accessibile, dove i visitatori possono camminare tra specie aromatiche e officinali, riconoscere piante che un tempo costituivano i rimedi di base della medicina medievale, e immaginare quei primi passi verso una disciplina che sarebbe diventata scienza.

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