25 Febbraio 2026
25 Febbraio 2026

Attenzione «magnifico notaio»: della tua negligenza ne rispondi civilmente

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Attenzione «magnifico notaio»: della tua negligenza ne rispondi civilmente

ll notaio risponde dei danni se non informa sulla mancata abitabilità, in un atto di compravendita! La Corte di Cassazione ribadisce un principio di grande rilevanza pratica: il notaio è civilmente responsabile dei danni subiti dall’acquirente quando omette di segnalare la mancanza del certificato di abitabilità (o agibilità) dell’immobile, anche se l’atto di compravendita resta formalmente valido.

La Suprema Corte chiarisce che l’assenza dell’abitabilità non incide automaticamente sulla validità del contratto, ma rappresenta un elemento essenziale ai fini della consapevolezza delle parti. Proprio su questo punto si innesta il dovere professionale del notaio, chiamato non solo a redigere l’atto, ma a svolgere una funzione di garanzia e informazione qualificata.

Secondo i giudici, il notaio deve verificare la documentazione urbanistica e segnalare espressamente eventuali criticità, mettendo l’acquirente in condizione di valutare il reale valore del bene e le possibili conseguenze pratiche: dall’impossibilità di abitare l’immobile fino alle difficoltà di rivendita o di accesso al credito.

Se tale informazione manca, il professionista risponde per inadempimento e può essere condannato al risarcimento, pur restando efficace il trasferimento di proprietà.

La pronuncia richiama con forza la delicatezza della funzione notarile. Il notaio non è un semplice “certificatore di firme”, ma un pubblico ufficiale che tutela l’equilibrio contrattuale e l’affidamento dei cittadini.

La sua attività si colloca in una zona sensibile tra tecnica giuridica e responsabilità sociale: ogni omissione può tradursi in un pregiudizio concreto per chi acquista casa, spesso investendo i risparmi di una vita. L’ordinanza conferma dunque un orientamento rigoroso: al notaio è richiesto un ruolo attivo e prudente, fatto di controlli, avvisi chiari e trasparenza. Perché la validità formale dell’atto non basta, se viene meno la tutela sostanziale delle parti. In gioco non c’è solo una responsabilità professionale, ma la credibilità stessa di una funzione centrale nel sistema delle garanzie giuridiche.

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