26 Febbraio 2026
26 Febbraio 2026

Mio figlio ha dato un nome falso per evitare una multa: cosa rischia se viene scoperto?

| di
Mio figlio ha dato un nome falso per evitare una multa: cosa rischia se viene scoperto?

L’avvocato Simone Labonia ci illustra come, fornire false generalità ad un pubblico ufficiale, può trasformare una semplice multa in un reato penale.

Nel tentativo di evitare una sanzione amministrativa, come per una corsa su mezzi pubblici senza biglietto ovvero per una multa stradale o un verbale per violazione di norme di polizia, può capitare che qualcuno pensi di “cavarsela” fornendo false generalità a un pubblico ufficiale.
Una scelta che, però, può trasformare un illecito minore in una vicenda penale ben più grave.
Il nostro ordinamento è molto chiaro: dichiarare un nome falso, indicare una data di nascita errata o attribuirsi un’identità diversa davanti a un agente accertatore integra il reato previsto dall’art. 495 del Codice Penale (falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale sulla propria identità o su qualità personali).

Non si tratta di una semplice irregolarità formale, ma di un delitto che tutela la fede pubblica e l’affidabilità degli atti amministrativi. La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha più volte ribadito che il reato si consuma nel momento stesso in cui viene resa la dichiarazione mendace, indipendentemente dal fatto che il tentativo di eludere la sanzione riesca o meno. È sufficiente che il pubblico ufficiale venga indotto in errore sull’identità del soggetto.

Le conseguenze possono essere pesanti: si passa da una sanzione pecuniaria o accessoria (come la decurtazione dei punti patente) a un procedimento penale, con il rischio concreto di condanna, iscrizione nel casellario giudiziale e ulteriori ricadute sul piano personale e professionale.

In presenza di documenti falsi o di condotte più articolate, possono inoltre configurarsi reati ulteriori, come il falso materiale o l’uso di atto falso. L’aspetto più pericoloso è proprio questo: per evitare una multa di poche decine o centinaia di euro, ci si espone a un’accusa penalmente perseguibile, con costi legali, tempi processuali e conseguenze durature.

La regola è semplice quanto fondamentale: davanti a un pubblico ufficiale conviene sempre fornire dati veritieri e, se si ritiene ingiusto il provvedimento, far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune (ricorso amministrativo o giudiziario). Tentare scorciatoie può trasformare un fastidio momentaneo, in un serio problema con la giustizia.

Consigliati per te

©Riproduzione riservata