Super Head Leader Desktop 1
Belladonna super head leader mobile 1
5 Marzo 2026
5 Marzo 2026

Campania, tesori sommersi: il mare custodisce città romane, porti antichi e fondali da esplorare

| di
Campania, tesori sommersi: il mare custodisce città romane, porti antichi e fondali da esplorare

Oltre ai siti archeologici emersi come Pompei ed Ercolano, la Campania nasconde sotto il livello del mare un patrimonio storico e culturale di straordinario valore, sempre più al centro dell’attenzione del turismo archeologico subacqueo e delle aree marine protette regionali.

Nel Golfo di Napoli, il Parco Sommerso di Baia offre una delle esperienze più suggestive per gli appassionati di storia e immersioni: antiche ville romane, mosaici, colonne e strutture termali giacciono nei fondali a pochi metri di profondità, dopo essere state gradualmente sommerse nei secoli dal fenomeno del bradisismo, uno dei segni distintivi dell’area flegrea. Qui è possibile ammirare reperti di grande rilievo archeologico dal fondo del mare, con itinerari guidati anche in barche con fondo trasparente per chi preferisce restare in superficie.

Anche l’Area Marina Protetta di Gaiola, nel tratto di mare davanti a Posillipo, combina natura e storia: nei fondali della Gaiola affiorano i resti di antiche ville romane, porti e strutture di età imperiale, spesso sommersi a pochi metri dalla superficie. I mosaici, le colonne e le pareti murarie emergono tra la flora e la fauna mediterranea, creando un vero e proprio museo sottomarino accessibile a subacquei esperti, snorkelisti e anche a chi preferisce osservare i fondali da barche con fondo trasparente.

Lungo la costa del Cilento, nell’Area Marina Protetta Santa Maria di Castellabate, le immersioni permettono di esplorare i resti di strutture romane e porti antichi. In particolare, davanti all’isola di Licosa, riconosciuta come Sito di Importanza Comunitaria (SIC), affiorano i resti di una villa romana e di una vasca per l’allevamento delle murene, risalenti tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. L’isola, famosa anche per il faro e il rudere della casa del guardiano, ha restituito diversi reperti greco-romani. Il nome “Licosa” sarebbe legato alla sirena Leucosia, menzionata da autori classici come Licofrone, Strabone e Plinio il Vecchio, e citata da Omero nell’Odissea come una delle sirene beffate da Ulisse.

Nei pressi della località San Marco, sono visibili i resti di un approdo greco-romano, probabilmente legato alla città romana di Erculea, considerata scalo principale per le imbarcazioni dirette al porto di Miseno e possibile base militare della flotta imperiale. Attorno a questo porto si sviluppò il primo nucleo abitativo del paese, oggi parte integrante del patrimonio culturale sommerso della zona.

Queste aree, insieme a quelle di Punta Campanella e delle Isole Flegree, fanno parte di un mosaico di zone marine. Per i viaggiatori, le coste della Campania offrono così una dimensione nuova dell’esperienza culturale: non solo città antiche da visitare in superficie, ma un vero e proprio museo sommerso nel Mediterraneo, dove storia, natura e archeologia si incontrano sotto la superficie del mare.

Foto: https://parcoarcheologicodibaia.it/it

Consigliati per te
Belladonna articolo desktop
Asi investigazioni mobile
Besani mobile second class 2_3

©Riproduzione riservata