Dal 14 marzo al 12 luglio il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna ospita “Lambrette in mostra: ingegno e passione del mito della Innocenti”, un’esposizione dedicata a uno degli scooter più iconici della storia della mobilità italiana.
La mostra racconta l’evoluzione tecnica e culturale della Lambretta, il celebre scooter prodotto dalla Innocenti, attraverso una selezione di otto modelli di grande valore storico e ingegneristico.
Otto modelli simbolo della storia Lambretta
Il percorso espositivo presenta esemplari rari e particolarmente significativi per lo sviluppo tecnico del marchio. Tra questi spicca la rarissima 125 carenata “da Record”, di cui si conoscono soltanto due esemplari al mondo, insieme al prototipo del ciclomotore Lambretta 50.
In mostra anche la 125 D Corsa, versione sportiva derivata dalla 125 D ma modificata per l’uso agonistico: telaio rinforzato, serbatoio centrale di maggiore capacità, profilo più aerodinamico e cambio desmodromico a quattro rapporti.
La rassegna comprende inoltre altri modelli rappresentativi della produzione Innocenti, tra cui la 125 LD nella versione del 1957 — proposta all’epoca anche con l’avviamento elettrico opzionale — la 150 D, evoluzione delle Lambrette non carenate con motore robusto e raffreddamento forzato, e la 150 Li Seconda Serie, uno dei modelli più diffusi, capace di raggiungere un ritmo produttivo record di 74 unità all’ora.
Tra gli esemplari esposti anche la LUI 50 CL, caratterizzata da linee essenziali e moderne nate dalla collaborazione con lo Bertone.
Innovazione ingegneristica e mobilità moderna
La mostra dedica spazio anche alla progettazione tecnica che rese la Lambretta una vera innovazione nel panorama degli scooter del dopoguerra.
Il veicolo, progettato dall’ingegnere aeronautico Pier Luigi Torre, introduce una struttura a tubo unico capace di garantire maggiore rigidità e leggerezza rispetto ai telai a scocca autoportante della concorrenza.
A migliorare la stabilità di guida contribuivano il posizionamento centrale e ribassato del motore e la sospensione anteriore a doppio braccio. Nel corso degli anni la Innocenti introdusse anche importanti novità tecniche nel settore degli scooter, come l’avviamento elettrico nel 1957, il primo freno a disco anteriore nel 1962, la miscelazione separata olio-benzina nel 1968 e l’accensione elettronica nel 1970.
Da mezzo di trasporto a fenomeno culturale
Oltre all’aspetto tecnico, la Lambretta rappresentò anche un fenomeno sociale e culturale. Lo scooter fu scelto come mezzo ufficiale delle Olimpiadi di Roma 1960 e divenne protagonista della cultura popolare italiana, comparendo in numerosi film e campagne pubblicitarie.
Negli anni è stata associata a figure celebri dello spettacolo come Totò, Adriano Celentano, Raffaella Carrà e Jayne Mansfield, contribuendo a consolidare il mito dello scooter italiano nel mondo.
La collaborazione con collezionisti e appassionati
L’iniziativa nasce dalla collaborazione con collezionisti privati e appassionati che hanno fornito documentazione e testimonianze sulla storia del marchio. Un ruolo particolare è stato svolto dal Lambretta Club Bologna, la cui Squadra Corse negli anni Sessanta ottenne numerosi successi nelle competizioni dedicate agli scooter.
L’esposizione rappresenta così non solo un omaggio a uno dei simboli dell’ingegno industriale italiano, ma anche un viaggio nella storia della mobilità e della cultura popolare del dopoguerra.
(Foto By hongsta – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=66138039)











