Super Head Leader Desktop 1
Belladonna super head leader mobile 1
7 Marzo 2026
7 Marzo 2026

Imprese femminili: in lieve flessione rispetto al 2024 ma crescono di dimensione e struttura

| di
Imprese femminili: in lieve flessione rispetto al 2024 ma crescono di dimensione e struttura

Un piccolo passo indietro nei numeri (-0,3% nel 2025 rispetto al 2024, poco più di 4mila in meno) ma un salto di qualità: nella platea del milione e 303mila imprese femminili registrate a dicembre scorso, le aziende con un maggior numero di addetti, più forti e strutturate, stanno prendendo il posto delle piccole imprese al femminile.

A mostrarlo è l’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere, realizzato con il supporto di SiCamera e Centro studi Tagliacarne, in occasione della prima tappa, in partenza da Lucca, dell’edizione 2026 del Giro d’Italia delle donne che fanno impresa. Il roadshow, promosso da Unioncamere con il coinvolgimento dei Comitati per l’Imprenditoria Femminile, è inserito nel Piano Nazionale dell’Imprenditoria Femminile, gestito da Invitalia in collaborazione con Unioncamere, per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e finanziato dai fondi europei del Next Generation EU.

I dati 2025 fanno emergere tendenze interessanti per quanto riguarda le imprese femminili”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “L’impresa piccola e diffusa, prossima in alcune sue forme all’autoimpiego, tende a lasciare il posto a realtà produttive più articolate e capaci di competere sul mercato. E’ un segnale positivo che registriamo ormai da tempo”.

Il confronto con il 2024 vede una sensibile diminuzione delle imprese femminili più piccole, con 0-9 addetti (quasi 4.500 in meno), e, in parallelo, un aumento (numericamente modesto ma percentualmente significativo) di quelle di “taglia” superiore: +0,5% per le imprese femminili con 10-49 addetti (+246), +1,3% per quelle tra 50-249 addetti (+44), +3,8% per quelle oltre 250 addetti (+13).

Il rafforzamento strutturale delle imprese guidate da donne si traduce anche in un incremento delle sole società di capitali (+2,6% rispetto al 2024) a discapito delle altre forme giuridiche. In valori assoluti, ciò significa oltre 9mila società di capitali in più guidate da donne e oltre 7mila ditte individuali in meno.

Il contenuto calo della base produttiva al femminile, che oggi rappresenta il 22,3% del sistema produttivo nazionale, non si distribuisce in maniera uniforme nel Paese. Le maggiori diminuzioni si concentrano infatti in alcune regioni: prime tra tutte, Valle d’Aosta (-3,8%), Abruzzo (-1,6%), Calabria (-1,4%), seguite, a pari merito, da Emilia Romagna e Molise (-1,3%). Di segno opposto le dinamiche soprattutto in Trentino Alto Adige, dove l’impresa al femminile cresce dell’1,1%, seguita da Sicilia (+0,7%) e Sardegna (+0,3%).

La dinamica si fa anche più variegata se si scende al dettaglio provinciale. Sette le province che vedono crescere le imprese femminili tra il 2025 e il 2024, a partire da Sondrio (+2,5%), seguita da Gorizia, Palermo, Bolzano, Caltanissetta, Sassari e Trapani, tutte con valori superiori al +1%. Sul fronte opposto soprattutto Crotone, Aosta, Rovigo e Isernia, che registrano riduzioni superiori al 3%.

Le attività legate alla cura della persona, all’assistenza sociale e all’istruzione e formazione restano un caposaldo del fare impresa al femminile. In questi ambiti, le imprese femminili rappresentano il 30-40% del totale delle imprese registrate. La partecipazione delle donne è alta anche nei servizi di alloggio e ristorazione, nell’agricoltura e nel commercio. In questi settori, infatti, le imprese femminili rappresentano un quarto del totale.

Consigliati per te
Belladonna articolo desktop
Asi investigazioni mobile
Besani mobile second class 2_3

©Riproduzione riservata