Non si ferma la battaglia giudiziaria sulla morte di Alessandra Cavallo, giovane madre originaria di Contursi Terme, deceduta lo scorso anno in seguito a complicazioni sopraggiunte dopo un intervento medico eseguito in una clinica di Pompei.
La donna, poco più che quarantenne, era stata sottoposta alla rimozione di un calcolo tramite endoscopia. Secondo quanto ricostruito, il decesso si verificò un mese e 26 giorni dopo l’operazione, descritta da uno dei componenti dell’équipe sanitaria come una procedura “di routine”.
Sulla vicenda è stata aperta un’indagine dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha iscritto nel registro degli indagati una sola persona con l’ipotesi di omicidio colposo: si tratta del medico che ha eseguito l’intervento. Per il professionista è stata successivamente avanzata richiesta di archiviazione.
Una decisione contestata dai familiari della donna. L’avvocato Michele Galiano, che assiste la famiglia Cavallo, ha infatti presentato opposizione al provvedimento, evidenziando – secondo la difesa – una serie di inesattezze e criticità nell’iter sanitario che avrebbe preceduto il decesso della quarantenne.
Il legale parla di diversi aspetti ancora da chiarire e chiede che venga fatta piena luce su quanto accaduto. «Vogliamo giustizia per la nostra assistita e perché Alessandra merita la verità», ha dichiarato Galiano, annunciando la volontà di proseguire la battaglia giudiziaria.
Ora la parola passa al gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, chiamato a decidere sull’istanza presentata e sul futuro dell’inchiesta. La famiglia della donna attende la decisione del giudice nella speranza che la vicenda venga ulteriormente approfondita.











