L’assenza di un genitore non produce soltanto conseguenze affettive, ma può trasformarsi in un vero e proprio danno giuridicamente risarcibile. È questo il principio ribadito dalla Corte di Cassazione, che affronta il delicato tema del disinteresse genitoriale e delle sue ricadute sui figli.
La vicenda trae origine da una controversia relativa al mantenimento di un figlio e al comportamento del padre, ritenuto gravemente assente non solo sotto il profilo economico, ma soprattutto sotto quello umano ed educativo. La Suprema Corte ha confermato che il dovere genitoriale non si esaurisce nel semplice versamento dell’assegno di mantenimento: essere genitori significa garantire presenza, sostegno morale, cura e partecipazione alla crescita del figlio.
Secondo la Cassazione, quando il comportamento del genitore integra una violazione grave e prolungata dei doveri familiari, può configurarsi un illecito endofamiliare. In tali casi il figlio può ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale derivante dalla privazione del rapporto genitoriale e dalla lesione del diritto alla bigenitorialità, principio tutelato dalla Costituzione.
L’ordinanza si inserisce in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato. La Corte evidenzia infatti che il danno non nasce automaticamente dalla separazione o dalla lontananza del genitore, ma dalla scelta consapevole di sottrarsi ai propri compiti affettivi ed educativi. Non basta quindi dimostrare una presenza saltuaria: occorre verificare se il comportamento abbia causato nel figlio sofferenze, senso di abbandono, fragilità emotive o compromissioni dello sviluppo personale.
Di particolare rilievo è anche il richiamo al principio di proporzionalità nel mantenimento dei figli. I giudici hanno ricordato che il contributo economico deve essere valutato considerando tutte le risorse dei genitori e non soltanto il reddito formalmente dichiarato. Tuttavia il profilo patrimoniale non esaurisce la responsabilità genitoriale, che comprende anche la vicinanza emotiva e relazionale.
La pronuncia assume un forte valore sociale. Sempre più spesso i tribunali sono chiamati a valutare situazioni in cui un genitore resta formalmente presente ma, nei fatti, abbandona il figlio sotto il profilo affettivo: tale comportamento può avere, quindi, conseguenze risarcitorie autonome, perché il diritto del minore ad una crescita equilibrata e alla presenza di entrambe le figure genitoriali rappresenta un bene costituzionalmente protetto.












