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16 Aprile 2026
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Da un anno non si hanno più notizie di Gerardo Locuratolo: il giallo irrisolto

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Da un anno non si hanno più notizie di Gerardo Locuratolo: il giallo irrisolto

Battipaglia, un anno di angoscia per la scomparsa di Gerardo Locuratolo. Esattamente dodici mesi sono trascorsi dalla notte tra il 16 e il 17 aprile 2025, quando il 54enne di Battipaglia, Gerardo Locuratolo, è svanito nel nulla. Una vicenda che ha gettato nello sconforto la sua famiglia e l’intera comunità, e che continua a rappresentare un “giallo” irrisolto, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine e la risonanza mediatica nazionale. La famiglia ha espresso il proprio dolore in una toccante lettera inviata alla redazione del quotidiano “la Città”, sottolineando come «il non sapere fa più male di qualsiasi cosa» e la difficoltà di accettare una rassegnazione che «probabilmente no, perché non c’è giustificazione a tutto ciò».

Un anno senza risposte: il giallo di Battipaglia

La mente dei familiari è ferma a quella notte di un anno fa, quando Gerardo Locuratolo si è dissolto in un “cono d’ombra” che si estende tra i canali, le strade poderali e i vasti terreni della Piana del Sele. Un uomo conosciuto e stimato nella sua comunità, il cui volto è ora associato a un’inspiegabile assenza. L’ultimo contatto che il 54enne ebbe con i suoi cari fu una rassicurazione telefonica all’anziana madre: «Sto accompagnando una persona a Cioffi, poi torno». Una frase di routine che oggi assume il sapore amaro di un presagio. L’identità di quella persona e il motivo dell’incontro rimangono il “buco nero” dell’inchiesta, un interrogativo centrale che da tempo attende una risposta.

Il ritrovamento dell’auto e i punti oscuri

Pochi giorni dopo la scomparsa, la speranza di ritrovare Gerardo sano e salvo si è tramutata in autentica inquietudine con il ritrovamento della sua Volkswagen Polo a Borgo San Cesareo, nel comune di Albanella. La scoperta ha aggiunto un elemento sconcertante al mistero: le quattro ruote della vettura erano state squarciate. Le indagini hanno subito escluso l’ipotesi di un incidente o di un guasto meccanico, suggerendo piuttosto un probabile atto punitivo. L’intento, forse, era quello di immobilizzare il veicolo e costringere il 54enne a spostarsi da quel luogo. All’interno dell’abitacolo, gli inquirenti hanno rinvenuto i documenti di Gerardo e un bonifico, ma nessuna traccia di lotta o segni di sangue, rendendo il quadro ancora più enigmatico.

Le indagini e il dolore silente

Nel corso di questi dodici mesi, la Procura ha concentrato gli sforzi su diverse piste. Le ricerche si sono avvalse dell’analisi approfondita dei tabulati telefonici di Locuratolo, cercando indizi utili a ricostruire i suoi ultimi movimenti e contatti. Contemporaneamente, le squadre di soccorso hanno scandagliato i fondali dei fiumi Sele e Calore, aree potenzialmente coinvolte nella dinamica della scomparsa, ma senza ottenere alcun esito significativo. La mancanza di elementi concreti ha prolungato l’attesa e l’ansia dei familiari, che nella loro lettera al quotidiano “la Città” hanno espresso con commozione: «Qui a casa, da quando te ne sei andato, il tempo sembra essersi fermato. Ci manchi tantissimo, la tua assenza è una sensazione strana, figlia della moltitudine di pensieri e di ricordi che ormai da un anno ci rimbombano nei pensieri. La tua mancanza la sentono tutti, sei nei cuori di ogni singola persona che ti ha conosciuto e non».

La vicenda di Gerardo Locuratolo rimane un’ombra persistente su Battipaglia e la Piana del Sele, una storia di attesa e interrogativi irrisolti in una terra che, troppo spesso, “impara a tacere” di fronte a simili drammi.

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