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20 Aprile 2026
20 Aprile 2026

Disagio e bisogno di ascolto, cresce il ricorso a Telefono Amico

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Disagio e bisogno di ascolto, cresce il ricorso a Telefono Amico

Nel pieno di una società sempre più connessa, la solitudine resta uno dei fenomeni più diffusi e meno visibili. A confermarlo sono i dati di Telefono Amico Italia, che nel 2025 ha ricevuto oltre 102mila richieste d’aiuto: circa 280 al giorno, 18 ogni ora di attività.

Numeri che raccontano una tendenza chiara: il bisogno di ascolto è in crescita e riguarda soprattutto la sfera più intima delle persone. Solitudine, disagio psicologico e interrogativi esistenziali rappresentano il 62% delle motivazioni che spingono a cercare aiuto, seguiti dalle difficoltà nelle relazioni personali.

Quando il silenzio pesa di più

Il servizio oggi è attivo dalle 9 del mattino a mezzanotte, ma è proprio nelle ore notturne che emerge una parte rilevante del disagio. La notte amplifica pensieri e fragilità, trasformandosi spesso nel momento più difficile da attraversare per chi si sente solo.

L’obiettivo dichiarato è estendere l’ascolto alle 24 ore entro il 2026. Una prospettiva che, secondo le stime, permetterebbe di intercettare fino a 10mila richieste in più ogni anno. Oggi, nonostante quasi 700 volontari, una parte delle chiamate resta inevasa.

Come cambia il modo di chiedere aiuto

Accanto al telefono, crescono i canali digitali. Se la chiamata resta lo strumento principale (86%), aumenta il ricorso a WhatsApp (11%) ed email (3%), soprattutto tra i più giovani.

È un segnale che riflette anche l’evoluzione degli stili di vita: gli adulti tra i 36 e i 65 anni preferiscono ancora il contatto diretto, mentre le nuove generazioni scelgono forme di comunicazione più immediate e meno esposte.

Un bisogno che attraversa età e genere

Il profilo di chi chiede aiuto è variegato. Nel complesso prevalgono le donne, ma in alcuni momenti – come le festività – emergono dinamiche diverse. Durante il Natale, ad esempio, sono soprattutto uomini adulti a contattare il servizio; a Pasqua, invece, aumentano le richieste femminili.

Al di là delle differenze, resta un dato comune: il bisogno di compagnia, ascolto e supporto emotivo è trasversale e riguarda tutte le fasce della popolazione.

Dall’emergenza alla risposta strutturale

Le aperture straordinarie notturne durante le festività hanno mostrato con chiarezza quanto il bisogno sia concentrato proprio nelle ore più silenziose. Da qui nasce la campagna “Una luce nella notte”, con l’obiettivo di rendere stabile l’ascolto h24.

Per riuscirci serviranno nuove risorse e almeno 100 volontari in più. Un passo necessario per trasformare un servizio già fondamentale in un presidio ancora più capillare contro la solitudine.

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