Nuova archiviazione per il caso della morte, avvenuta in Francia, dello chef cilentano, Mario Fusco. La decisione è arrivata dopo un esame dei documenti procedurali, delle perizie e, più in generale, di tutti gli elementi dell’indagine. Dopo questo esame sembra che le conclusioni degli inquirenti escludano la possibilità di un coinvolgimento di terzi. In ogni caso, le prove raccolte dagli inquirenti non consentono di identificare terzi.
Mario Fusco, morì in circostanze ancora poco chiare a Montpellier, aveva 29 anni. La notte del 1° marzo 2020, alla vigilia del suo ritorno in Italia, rimase vittima di un incidente stradale mentre era alla guida del suo scooter Piaggio MP3. Tuttavia, la ricostruzione ufficiale delle autorità francesi apparve lacunosa e contraddittoria rispetto ai risultati dell’autopsia e alle dinamiche stesse dell’incidente. Secondo l’esame medico-legale, Mario avrebbe subito un impatto violento con un veicolo mentre si trovava in posizione eretta. Tuttavia, il suo corpo fu ritrovato soltanto il 9 marzo, oltre una settimana dopo, a 28 metri dal punto dell’impatto, in una zona trafficata e videosorvegliata.
Tra gli elementi più inquietanti della vicenda, vi è la mancanza delle registrazioni video proprio nel tratto cruciale dell’incidente, mentre le altre telecamere lungo il percorso sono state acquisite. Inoltre, il casco di Mario è stato ritrovato inspiegabilmente slacciato e posizionato in modo innaturale sulla testa, mentre i guanti erano accanto al corpo. Se l’impatto è stato fatale, come confermato dall’autopsia, è impossibile che sia stato lui stesso a rimuovere il casco e i guanti.
Le autorità francesi hanno archiviato il caso attribuendo l’incidente esclusivamente a Mario Fusco, tesi riconfermata dalla recente archiviazione. L’avvocato Massimo Puglia ha annunciato che si opporrà .












