Domenica 26 aprile 2026 un nuovo appuntamento del laboratorio di ceramica Kéramos al Museo Archeologico Nazionale di Paestum: un’esperienza tra archeologia, creatività e sostenibilità ispirata al mondo antico.
Domenica 26 aprile 2026, alle ore 11:00, il Museo Archeologico Nazionale di Paestum ospiterà il laboratorio di ceramica Kéramos dal titolo “Contenere il cibo: nutrire il corpo, rispettare la terra”, un’attività che unisce divulgazione archeologica, sperimentazione artistica e riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente.
L’iniziativa propone un percorso che prende avvio dai reperti del museo per trasformarli in esperienza creativa contemporanea. Al centro del laboratorio vi sono le pratiche di conservazione e consumo del cibo nel mondo greco-romano, testimoniate da anfore, hydrie e ceramiche da mensa che raccontano la vita quotidiana delle antiche comunità di Poseidonia-Paestum.
Guidati dalle artiste dell’Associazione Pandora Artiste Ceramiste, i partecipanti realizzeranno manufatti in argilla ispirati ai modelli antichi: piccoli contenitori per alimenti, orci e vasetti decorati con motivi vegetali, reinterpretando tecniche e forme della tradizione ceramica classica.
Elemento di ispirazione dell’attività è una particolare lekythos a vernice nera a forma di mandorla, databile al IV secolo a.C. e proveniente dal Santuario meridionale di Poseidonia. Il manufatto, conservato nel museo, si distingue per la sua forma allungata e affusolata e per la raffinata lavorazione che riproduce la superficie del guscio di una mandorla, con incisioni e dettagli decorativi che ne evidenziano la funzione simbolica e artistica.
Il laboratorio si inserisce nel più ampio percorso del museo volto a rendere il patrimonio archeologico accessibile attraverso esperienze partecipative, capaci di avvicinare il pubblico ai temi della cultura materiale e della vita quotidiana nell’antichità.
L’attività è inclusa nel biglietto d’ingresso o nell’abbonamento Paestum&Velia ed è prevista la partecipazione di un massimo di 25 persone, con prenotazione obbligatoria.
L’iniziativa rappresenta un’occasione per vivere il museo in modo attivo, riscoprendo antichi saperi artigianali e riflettendo sul legame tra cibo, terra e sostenibilità attraverso la lente della storia.












